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LA BLOGGHERIA: Sentenza scontata!

Accadde oggi, 31 Maggio 1999 si apre il processo a Abdullah Ocalan. Leader politico e carismatico Curdo.

La prima guerra mondiale si è conclusa, è il momento per i paesi vincitori di “dividersi” i territori degli sconfitti. Capita in questi casi che qualcuno non ne esca sconfitto, ma addirittura sparisca dalle carte geografiche. Questo è ciò che capitò all’Impero Ottomano.

Si dice che la culla della civiltà è sorta nella zona della antica Mesopotamia, dove i due continenti Europa e Asia s’incontrano in un misto di culture e tradizioni. Eppure dalla caduta Ottomana fino ai giorni nostri, quella zona è teatro di scontri ed equilibri geo politici precari. Turchia, Siria, Iraq e Iran sono una bomba pronta ad esplodere, si vive sempre sul filo del rasoio.

Un popolo più di tutti ha pagato questa eterna incertezza. i Curdi. Popolazione originaria del Kurdistan, zona montuosa ai confini dei paesi già citati. Per il mondo non è un paese, per i curdi è la loro patria. Per anni hanno combattuto per il loro diritto di indipendenza, senza mai essere riconosciuti da nessuno. Tutt’ora profughi del mondo.

Nel 1978 nasce il PKK Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Fondatore ABDULLAH OCALAN.

L’ideologia del partito è inizialmente filo marxista e Lenninista. Turchia e Stati Uniti su tutti, ma anche l’Unione Europea, dichiarano il partito un movimento terroristico. C’è da dire che i Curdi non fanno nulla per evitare questa accusa. Gli attentati dinamitardi e kamikaze si susseguono negli anni. La motivazione è l’oppressione Turca nei confronti della popolazione curda. Anche il kurdistan iracheno è molto attivo su questo fronte.

Sembra esserci un’apertura nei primi anni novanta, quando il governo turco apre al PKK la possibilità di avere dei rappresentanti parlamentari. Ocalan diventa sempre più il leader e la figura rappresentate per i suo popolo. Tanto da cambiare l’ideologia del movimento in una nuova piattaforma politica di “Confederalismo Democratico.” Abbandonando quelle forti idee comuniste vecchio stampo.

Ocalan cerca riparo in ogni parte del mondo. Turchia e Usa inizialmente, per poi essere seguiti dalla Germania, emanano un mandato di cattura per il leader curdo. La Grecia sembra dargli un minimo di protezione, ma sotto le forti pressioni americane allontana Ocalan dal suo territorio. Il curdo, prova ad entrare in Russia, senza riuscirvi per volere dello stesso stato russo. Come ultima speranza prova ad entrare in Italia. Viene intercettato a Roma, riconosciuto e arrestato. La sua richiesta è l’Asilo Politico. Nel 1998 in Italia è appena caduto il governo Prodi, il primo Ministro incaricato è Massimo D’Alema. L’Italia è divisa nell’opinione pubblica, manifestazioni pro e contro Ocalan. Ci si interroga sui diritti civili negati ai curdi o sulle azioni terroristiche attuate dagli stessi.

Nonostante due articoli della costituzione italiana assicurino il diritto d’asilo politico. D’Alema decide per l’allontanamento di Ocalan dall’Italia. Le pressioni politiche mondiali sono state feroci e pesanti. Viene concesso un lascia condotto per il Kenia, Ocalan sa bene che l’Africa non è un posto sicuro per lui, nonostante ciò accetta, firmando una lettera dove dichiara l’allontanamento volontario dall’Italia. Viene arrestato dai servizi segreti turchi a Nairobi, messo in carcere di sicurezza nell’isola-prigione di Imrali.

Processato, la sentenza è scontata. Pena di morte! Sarà commutata più tardi in ergastolo nel 2002, poichè la Turchia abbandona tale metodo.

Ocalan ha combattuto per il suo popolo, sicuramente nel modo più sbagliato. Gli atti di violenza non hanno mai la ragione, non giustificano le azioni fatte. L’oppressione sul popolo curdo è ancora evidente. Forse il mondo avrebbe dovuto mettere da parte i propri interessi e aprire gli occhi su i curdi.

I Curdi nel tempo si sono distinti per la lotta contro il califfato dell’Isis, per il diritti delle donne. Hanno costituito la regione autonoma nel nord est della Siria, chiamata semplicemente Rojava, che accomuna quel pensiero di confederalismo democratico tanto amato. Anche se ufficialmente non riconosciuto…. ma che volete… sono CURDI……..

Se posso consigliare una lettura leggera per una piccola infarinatura. KOBANE CALLING di ZEROCALCARE.

HATERS AMICI MIEI: L’Arancione è più fashion del Giallo!

Il catarifrangente… da alla testa…Arriva la moda dei Gilet anche in Italia.


Generale Antonio Pappalardo, un nome una garanzia quando si tratta di protestare. Vi ricordate? Animatore della protesta dei “Forconi” e per aver notificato nel 2017 un verbale d’arresto a Mattarella. Sinceramente a me viene da pensare “Ecco ci risiamo”. Però per senso di di democrazia invece mi sono semplicemente fermato a chiedermi “Chissà i motivi della protesta, magari questa volta…”

E invece…. una volta preso il megafono in mano…Quasi mi cascano le orecchie. Spiegare con enfasi le proprie e personali idee e teorie sulla diffusione del Covid, è legittimo. Per quanto si speri che si conosca almeno l’argomento. Farlo davanti a centinaia di persone, dicendo praticamente che l’emergenza virale è un complotto dello stato e i contagi sono stati favoriti dalle antenne 5g, è un altro paio di maniche.

La situazione che si è creata è paradossalmente assurda. Nessuna distanza rispettata e nessuna, neanche dagli organizzatori, mascherina indossata. Questa è una vera e propria mancanza di rispetto verso la città di Milano. Città che ha pagato a caro prezzo la pandemia e che sta faticando a rialzarsi. Aggiungo un sentito “atto di irresponsabilità”.
Naturalmente il Sindaco Beppe Sala tanto criticato da me, ha chiesto l’intervento del Prefetto, facendo più che bene. Gli organizzatori e i manifestanti verrano identificati e denunciati. Ma chissà perché dalla Regione invece nessun commento a riguardo…ah no, vero. Scusate, dimenticavo l’orientamento politico.

un piccolo consiglio alla destra va dato secondo me. Se in questa situazione in cui stiamo vivendo, si ha la forte necessità di farsi vedere e sentire, non credo che sparare cazzate stia funzionando. Altro che meno 10% in un anno. Qua rischiate di sparire in fondo al barattolo insieme alle Sardine….

Purtroppo questo atto di “Irresponsabilità” è avvenuto in tre grandi piazze Italiane. Come già detto Milano, ma anche Bologna e Roma. Cosa che più mi preoccupa però è l’affluenza a questa pagliacciata di centinaia di persone a corteo…. (In una pandemia ne basterebbe uno in teoria).

Una cosa è certa! Noi italiani siamo bravi a prendere spunto dagli altri. Ma penso che stavolta in Francia i Gilet gialli si stiano un attimo vergognando. Anche se, loro adesso hanno i Puffi….


SPORTLANDIA: ANGELI CONTRO DEMONI.

LA FINALE DI SEMPRE

Si sono già incontrati più volte in campo, saranno in totale quattordici volte. L’equilibrio tra i due fenomeni è straordinario, sette vittorie a testa. Uno dei pochi dualismi sportivi che non avrà mai un vincitore. Partite memorabili, duelli affascinanti di uno sport come il tennis, nobile e affetto da colpi di classe. Sport che lo svedese Borg e l’americano McEnroe portano con le loro gesta all’apice del suo splendore, influenzando pensiero, moda e carattere di quegli anni.

Stili diversi a confronto. Mentre l’Angelo svedese Borg, già sulla cresta dell’onda da tempo, è un giocatore controllato e calmo, con la particolarità di iniziare le partite sempre in sordina. Il Demone americano McEnroe è impulsivo, nevrotico e a volte arrogante con tutto quello che lo circonda, aggredisce l’avversario con i suoi colpi fin dalle prime palle.

John McEroe. Entra a far parte del firmamento tennistico in breve tempo, il primo successo arriva agli US Open del 1979, dominando u’altro dei suoi avversari prediletti, il connazionale Jim Connors. in un primo momento gli venne affibbiato il soprannome di The Genius” per la spettacolarità del suo gioco. il nomignolo li venne poi cambiato col passare delle partite in SuperBrat” (Brat sta per moccioso) vista la sua costante tendenza ossessiva alla contestazione.

“IL DOVER CHIEDERE SCUSA NEL TENNIS, ANDREBBE ABOLITO.”

Bjorn borg. Una specie di Cyborg nell’universo del tennis. Freddo e silenzioso, letale nel campo. Soprannominato “l’Uomo di Ghiacco”. Tutto il contrario della persona fuori dalla righe di gioco. Amante degli eccessi. Droga, sesso ed alcol al limite del possibile. Ritiratosi quasi inspiegabilmente all’età di ventisei anni. Nonostante gli undici Slam vinti fino al 1980 e che fosse il Re incontrastato del Tennis.

“E’ COME SE BORG PRIMA TI ADDORMENTASSE, PER POI PRENDERTI A MARTELLATE.”

WIMBLEDON 1980

La Partita, la finalissima. Come al solito lo svedese parte lentamente, questa volta anche troppo. Perde 6-1 il primo set e sta quasi per capitolare anche nel secondo. All’improvviso come se si fosse destato da un lungo sonno incomincia a “martellare” l’americano. McEroe dopo aver dominato nel primo set e avere in mano il secondo, incomincia a subire il ritorno dell’avversario. La prassi per il giovane “SuperBrat” è la stessa da copione. La pazienza e la calma vanno a farsi fottere. Si conclude anche il terzo set, incredibilmente l’Angelo conduce 2-1 sul Demone. Quello che succede nel quarto è la meravigliosa storia di tutto il Tennis. McEroe salva ben tre Match point, portando il set sul 6-6. Per la prima volta nel torneo inglese il tie breack viene giocato proprio sul risultato di 6-6. Nessuno dei due contendenti ha intenzione di mollare un centimetro, questo fa si che il tie breack sia giocato punto su punto, in un lunghissimo, agognante e emozionantissimo duello. Il Demone americano avrà la meglio con il punteggio di 16-14.

La partita potrebbe cessare già qua. Il pubblico potrebbe essere già sazio. Il mondo potrebbe aver già visto tutto… ma nel Tennis purtroppo il pareggio nella partita non è contemplato. Uno dei due dovrà essere il campione.

Nonostante tutti avessero scommesso su McEroe per via dello slancio dovuto al tie breack appena concluso. Con un ultimo spunto della sua forza, Borg arriva ad avere la meglio trionfando nella finale con il punteggio di 8-6 al quinto set.

Due Campioni che hanno dato vita alla partita più emozionante mai vista. Sul tavolo c’era tutto. Talento, stile, carattere e la personalità così forte e allo stesso tempo così diversa di due personaggi incredibili.

ANCORA OGGI NEI CORRIDOI E SUI CAMPI DI WIMBLEDON SI PARLA DI QUELLE GESTA. COME SE NON FOSSE PIU’ UNA PARTITA, MA UNA STORIA IMMORTALE.

La BLOGGHERIA: l’arte per raccontare uno stupro.

Franca Rame, artista di vita.

Franca Rame, artista milanese classe 1929. Una vita dedicata alla scena, per lo più teatrale. Donna vera prima che artista, insieme a Dario Fo forma un sodalizio artistico e politico, una coppia. Non solo sui palchi dei teatri, i due artisti sono legati dall’amore e dalla passione. Franca incontra a vent’anni Dario che è già un’attrice. I due si comprendono all’istante. Molti sono gli spettacoli volti a denunciare quelli che erano gli abusi del loro tempo. Franca oltre ad essere una drammaturga è un’attivista.

Insieme a Fo nel 1968 fondano il collettivo Scena Nuova, oltre la loro compagnia teatrale chiamata con i loro nomi. Il tutto quando aderiscono al movimento della contestazione. Fonderanno a ruota il gruppo di lavoro La Comune ma anche il Soccorso Rosso, quest’ultimo fondato in sostegno dei condannati di sinistra.

Franca è una che non si ferma mai, sopratutto non è persona da nascondere le proprie idee. Che sia per strada, che sia su un palco o addirittura in televisione non è mai intimorita di denunciare anche se in veste comica, quelli che per lei sono i soprusi della società. Ne è la prova il 1962, le venne affidata la conduzione di Canzonissima. Approfitta del largo numero di pubblico per l’ennesima denuncia sociale. Lo sketch con il marito è un esilarante frammento di vita dove un costruttore si rifiuta di dotare la propria azienda delle misure di sicurezza. Le polemiche subite cadono a cascata, tanto da dover abbandonare il progetto televisivo. Dagli anni settanta sarà attiva anche per il movimento femminista, anche in questo caso usando come parte principale la sua professione. Famoso è lo spettacolo Sesso? Grazie, tanto per gradire. Show che racconta con autoironia l’ipocrisia e l’ignoranza che circondano il tema del sesso.

La sera del 9 marzo del 1973, Franca viene presa con la forza è messa in un furgone. Viene torturata e violentata a turno da cinque persone. Sfregiata in viso con una lametta, le spengono addosso mozziconi di sigarette. Viene abbandonata in stato confusionale. I cinque uomini sono eversori neofascisti, lo stupro è un azione punitiva, per le idee della donna e le sue battaglie civili. I vigliacchi vogliono zittirla e umiliarla, darle una lezione. Quello che fanno invece è dare più forza a Franca. Nasce un opera d’arte che da voce al trauma, trasformandosi in un forte messaggio di denuncia.

LO STUPRO” Monologo di FRANCA RAME

Il racconto minuto per minuto della vicenda. Ho pensato di trascrivere qualche passo, ma non ho voluto. Bisogna sentirlo da lei , sono parole che devono uscire dalle sue labbra.

FRANCA RAME ci lascia per sempre il 29 Maggio 2013. Ci lascia una donna che non ha mai avuto paura. Una donna che non si è mai nascosta, convinta dei suoi ideali, che siano stati giusti o sbagliati non importa. Ha lottato per loro senza mai tirarsi indietro, nemmeno dai torti subiti.

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SPORTLANDIA: La Solitudine dei numeri 1

I cinque migliori portieri da me visti all’opera. Nessuna classifica, generazioni diverse. Il calcio è cambiato e con lui il ruolo tra i pali. Naturalmente è una opinione personale.


BODO ILLGNER

Ho sempre fatto fatica a trovare qualcuno che si ricordasse di Illgner, portiere tedesco di una affidabilità e bravura nel ruolo pazzesca. Probabilmente la sua poca popolarità è dovuta al fatto che non fosse una persona che amava stare sotto i riflettori. Eppure vincitore del Mondiale del 1990, di due Liga spagnole con il Real Madrid e due Champions sempre con i Blancos. Quando Fabio Capello si trasferì sotto la corte madridista come primo acquisto chiese proprio Bodo. Disse: “Buffon? Un grande portiere, meriterebbe il pallone d’oro. Ma oggi il migliore è Neuer“ Su su Bodo hai fatto un po’ il nazionalista…..


IKER CASILLAS

Portiere spagnolo del Real Madrid, cresciuto fin dagli inizi nella storica società Castigliana. Successe proprio a Illgner, giovanissimo. Il racconto del suo esordio in prima squadra è una storia divertente e quasi commovente. Iker ha 17 anni e quella mattina è a scuola. Durante la lezione di disegno il Preside dell’istituto irrompe nell’aula prendendo da parte il giovane.”Iker qua sotto c è un taxi che ti aspetta per portarti in aeroporto, ha chiamato il Real devi andare in Norvegia non hanno più portieri.” Il ragazzo non ci pensa due volte, parte e gioca la sua prima in Champions League. È talmente a suo agio tra i pali della prima squadra che non ne uscirà mai più da quel momento. È lui il titolare. Disse “Se il Real Madrid mi chiamasse ancora, andrei subito”. Campione del Mondo e D’Europa con la Spagna e tre volte campione d’Europa e di Spagna con il Real.

JULIO CESAR

Il brasiliano dalla lacrima facile. Arriva in Italia da semi sconosciuto, ma in Brasile ne parlano davvero bene. Dopo un anno di prestito al Chievo Verona, l’Inter lo inserisce in rosa. Mancini allenatore quell’anno dei nerazzuri ci mette un paio di mesi a capirlo. Il posto da titolare diventa di Julio. Portiere di una agilità mai vista, una potenza esplosiva incredibile e rispetto a tanti suoi colleghi ha piedi sopraffini. Bravo sulle palle alte quanto nei pali. Il mio pensiero è che negli anni italiani sia stato pari a Buffon se non superiore. Nel ‘annata 2010 lo è stato sicuramente. Uno degli eroi del triplete interista. Messi è Xavi dichiareranno di aver quasi esultato al Camp Nou , finché non videro quel pazzo di Cesar fare una delle parate più belle negli ultimi dieci anni. Disse: “Il Mondo mi ha conosciuto grazie all’Inter, sarò sempre riconoscente ai colori nero azzurri.” C è da scommetterci che lo disse piangendo. Vince tutto con l’Inter, una coppa America con la nazionale brasiliana. Peccato il mondiale perso in casa.

GIGI BUFFON

Gigi nazionale. Ci sarebbe poco da dire. Portiere completo e fortissimo in tutto. Gli facciamo passare che ha due ciabatte al posto dei piedi, ma poco importa se l’essenziale lo devi fare con le mani! Esordisce anche lui giovanissimo in un Parma-Milan. Nevio Scala l ha vista lunga e non l’ha più tolto. Mi impressionò fin da quella partita affrontò un certo Whea con tempismo e coraggio di un veterano, andando sui piedi dell’attaccante africano. Molti dicono che sia il più forte di tutti i tempi, io sinceramente non me la sento di affermare ciò. Sicuramente il fatto di essere allo stesso livello da i suoi 17 fino ai 43 anni è qualcosa di incredibile. Questo fa sì che comunque dire che Buffon sia il migliore di sempre non sarebbe poi così sbagliato. Disse: “Senza aver visto N’Kono, non sarei mai diventato un portiere.” Campionati e coppe nazionali con la Juventus, coppa UEFA con il Parma è il fantastico Mondiale nel 2006 con la Nazionale. Peccato per la Champions… magari quest’anno! Ah… gli manca un Pallone d’Oro!


WALTER ZENGA

Mi scuso in anticipo, ma è stato e sarà il mio Idolo per sempre. Lui mi ha fatto innamorare del ruolo del portiere. Pazzo, incosciente e guascone.Fortissimo! Per dieci anni e più senza rivali in porta e di portieri forti in circolazione non mancavano. Unico portiere italiano a vincere il pregiato premio di Guanto d’Oro, per ben due volte. Detto l’uomo Ragno. Vinse lo scudetto dei record con l’Inter e due coppe Uefa. Milanese di nascita, fin da ragazzo la domenica è presenza fissa in Curva Nord. L’unico cruccio è quella semi finale con l’Argentina, l’uscita azzardata su Caniggia, Ferri e Baresi immobili come statue. Molti erroneamente lo ricordano solo per quell’episodio. Dichiarò qualche anno fa che Buffon è il miglior portiere di sempre. Io sono convinto che Walter non fosse così lontano. Disse “Tifavo Inter già a tre anni, nonostante mio padre fosse Juventino. Se non è amore questo.”

Il portiere, non puoi essere normale se prendi un gol e sei felice di essere in porta. Essere matti, tanto da buttarsi in terra, più volte. Essere soli sempre confinati in due pali. Amare la sensazione di volare e farne una fede!

HATERS AMICI MIEI: La Guardia Civile di Savonarola pensiero.

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Nella concezione delle persone è stata inculcata la teoria della giusta coscienza. Come affrontare la ripartenza mentre la pandemia perdeva forza nel bel paese. Le istituzioni in ogni angolo più remoto della loro intelligenza, troppo remoto quasi impercettibile, ci hanno spinto al pensiero del “Buon senso” da parte di quei cittadini che da prima imprigionati nelle loro dimore, sono stati poi catapultai in una libertà effimera.

Linee guida sui comportamenti confuse e sempre più incasinate. Mascherine e distanziamento sociale. Un metro nella normalità, un metro e mezzo se corri, quattro metri se fai altro. Ma se il braccio lo allungo conta? Attenzione però se fai attività fisica mi raccomando senza mascherina. Ma la mascherina quella con filtro o quella chirurgica. Anche se per qualcuno va bene un misero pezzo di stoffa.

Ricapitolando. Si permette alle persone di condurre una vita quasi “Normale”, fornendo linee guida che non hanno ne testa ne coda o per meglio dire che si perdono in una logica non chiara che mette in difficoltà chi dovrebbe seguirle. Risultato?

Quella speranza di “Buon senso” va un pò troppo a farsi friggere. Sia chiaro che la colpa non è di chi non riesce ad attuarle, le istituzioni dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza. Senza prendersela con i commercianti. Poveri già hanno dovuto inventarsi un modo per le riaperture sapendo che comunque le perdite saranno indigenti, se poi vanno anche puniti perchè responsabili di eventuali assembramenti. L’impressione è quella di una barzelletta senza fine, di quelle che si fanno fatica a capire.

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Cosa fare per evitare possibili assembramenti. Ma certo ma perchè non ci ha pensato nessuno prima. il Ministro Boccia ha avuto un idea fantasmagorica, vestendo i panni di Savonarola partorisce l’idea di quella che sarà la Guardia Civile o Assistenti civili. Squadre adibite ai controlli per evitare assembramenti “fuorilegge”.

Ricordando che siamo in Italia, dove in genere siamo milioni di CT, di Virologi e di complottisti affermati. Non potevano mancare le discussioni di ogni genere e fantasia, se ne sono sentite davvero tante.. I Pentastellati puntano il dito sul fatto che sull’argomento non sono stati coinvolti e quindi non la vogliono, ci stava anche un pappapero! Dal centrodestra la Giorgina dichiara la nascita di una nuova “Milizia armata”…..(si è girato il mondo?) con Matteo il Salvini che la segue a ruota, per poi ritrattare e dando il suo benestare… 60000 unità potrebbero essere una buona carica di voti! Poteva mancare l’altro Matteo? il Renzi? Ma certo che no! Naturalmente per lui assolutamente da bocciare. Ma tra lui e Boccia non corre certo buon sangue. La discussione viene chiusa con un affermazione che al momento tiene calme quelle menti geniali di cui parlavamo prima. “Facciamo che è stata solo un momento di distrazione collettiva.”

Tutti indignati sul fatto di creare squadre di controlli, anche perchè sopratutto nel nostro Paese i ricordi di qualcosa del genere non sono così rosei e felici. Anche se l’argomento c è da ammetterlo è qualcosa di neanche lontanamente simile. Il problema è che tipo di deterrente potrà essere una soluzione del genere. Se ancora alla base di tutto giustamente ci attacchiamo al “Buon senso”. Senza però avere delle linee guida chiare! Nella stagione in cui versiamo è la soluzione ideale? A questo punto non si poteva semplicemente aspettare qualche giorno in più per ripartire?

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OMICIDIO A SANGUE…ROSSO

Accadde oggi: 28 Maggio 1980. Il giornalista Walter Tobagi viene freddato dalle BR.

Aspettammo Tobagi per circa 45 minuti, Dopodiché ci accorgemmo di lui mentre usciva dal portone. Lo aspettavamo al di là della strada alla fine di un attraversamento. Tobagi all’ ultimo decise di cambiare strada e si allontanò parecchio dal punto dove eravamo appostati. Questo ci mise inizialmente in crisi, fummo costretti quasi a inseguire il bersaglio improvvisando una corsetta. Raggiungemmo la vittima, io mi arrestai a cinque metri circa, mentre Fabio continuò a correre iniziando a sparare. Sparò tre colpi cercando di mirare il più possibile al cuore. Vidi Tobagi fare due passi e poi rovinare a terra. Il mio compagno tentò di sparare ancora ma la sua pistola si inceppò.A quel punto sparai io altri due colpi, ma la mia sensazione mentre scappavamo fu quella che il giornalista fosse già morto.”

Queste sono le parole di Marco Barbone, terrorista rosso. All’epoca 22 anni appena compiuti.

l’omicidio rivendicato dalle Brigate Rosse con un volantino di sei pagine, annunciava la morte dell’inviato speciale del Corriere della Sera, dichiarandolo “Terrorista di Stato”.

Siamo nel decennio tra il 1970 e il 1980. La passione politica, la voglia di cambiare le cose era forte nei giovani di allora che vivevano per veri ideali seguendo l’onda del sessantotto. Vere e proprie lotte politiche tra classi di diverso pensiero. C’ era l’amore e la totale fiducia per il proprio partito, per il proprio schieramento. Qualche scaramuccia poteva capitare no che non c’è ne fossero. Purtroppo con l’andare del tempo alcune frange di destra e sinistra divennero sempre più estreme, sempre più autonome e sempre più violente. In questo macabro caso sono coinvolte quelle che allora erano le Brigate Rosse. Una sinistra violenta e incapace di compromessi. Se ci mettete la destra più estrema quella Fascista e una Mafia che con Cosa Nostra stava diventando sempre più organizzata, capirete che pur essendo un epoca bellissima erano anche anni di paura e tragedia.

Chi era Walter Tobagi e cosa ha mai fatto per meritare un esecuzione.

Nato a Spoleto nel dopo guerra si trasferisce fin da i primi anni della sua vita a Milano.Qui fin dalla adolescenza coltiva la passione per il giornalismo. Durante il ginnasio nel rinomato istituto Parini, diventa capo redattore del giornale scolastico “La Zanzara”. Finiti gli studi venne assunto dalla testata Avanti durando però solo due miseri mesi, per trasferirsi all’Avvenire. Qui emerge la grande qualità del giornalismo di Tobagi, scrivere di qualunque cosa appassionandosi alla materia senza mai schierarsi. Qualità che portarono il giornalista a prestare servizio al Corriere, dove divenne un inviato speciale per raccontare le gesta o le follie della sinistra armata, delle BR.

Lo stesso Tobagi sapeva di essere nel mirino delle Brigate, ma volle comunque continuare nel suo lavoro, dedito all’informazione.

Barbone nel suo ruolo di pentito dichiarò al pubblico ministero perché scelsero l’inviato speciale, la lista dei nomi era lunga e a loro serviva un soggetto che doveva dare un segnale alla “Stretta Morsa” che per loro lo stato stava attuando.
La scelta cadde su Tobagi per la sua intelligenza. I suoi articoli non erano finalizzati ad aizzare l’opinione pubblica o a infangare la sinistra. Ma riuscivano a funzionare come sonda all’interno della sinistra rivoluzionaria. Andava annientato!”

ANNIENTARE, verbo che le brigate usavano per sostituire uccidere! Far sparire l’uomo e le sue idee da tutto e da tutti.

la goccia che fece traboccare il vaso fu un intervento del giornalista a Genova. Dove commentò l’uccisione di quattro brigatisti nella strage di via Fracchia. Scrisse poi un articolo:

E come se perfino un sentimento di pietà non possa trovare spazio, ed è la conseguenza più avvilente di quella strategia perversa che ha voluto puntare sulla lotta armata”.

L’ironia della sorte fu che il commando della sua esecuzione si chiamasse Brigata 28 Marzo, proprio in onore dei compagni caduti in via Fracchia.

Walter Tobagi è stato uno di quegli uomini di cui troppo poco si parla. Una di quelle persone che ha donato la “Libertà” di esprimersi e pensare con il suo sacrificio. Dove invece che imparare e apprendere, abbandoniamo quella strada per attaccare e offendere.

Il “TORO” MARTINEZ

Un tango tutto da seguire

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Lautaro Javier MARTINEZ. Attaccante argentino di soli 22 anni, già sulla bocca di tutti. Nonostante la giovane età, nonostante si sia messo in mostra da poco più di una stagione e mezza in Europa, nonostante il blocco dovuto alla pandemia.

Al momento è il pezzo più pregiato del calciomercato sotto Covid, una piccola telenovela tra Spagna e Italia, tra Barcellona e Inter.

Da un lato i Blugrana insistono per avere alla loro corte il Toro, facendo finta di niente del fatto che le casse in Catalogna stiano piangendo un po’ miseria. Le offerte inviate ai milanesi fanno un po’ sorridere.

Dall’altra parte i Nerazzuri non hanno questa fretta di vendere. Con l’arrivo di Suning e dopo aver sistemato i conti il coltello dalla parte del manico è per i meneghini. Che al contrario dei precedenti anni puntano i piedi su i propri obiettivi, senza cercare di accontentare Allenatori o giocatori a tutti i costi. Martinez ha una clausola di 110 mln di euro, andrà via solo al pagamento di quest’ultima.

La mia opinione è quella di non vendere, lo considero un giocatore meraviglioso. La mia è più una speranza. Quello che credo invece è che in qualche modo il Barcellona troverà il denaro, da ricordare che in Spagna per il calcio le banche fanno prestiti assurdi. E che Lautaro l’anno che verrà indosserà la maglia del Barcã.

Certo con certe cifre in ballo puoi allestire una squadra di buon livello, credo sia anche giusto. Tutto dipende da quanta fame ha l’Inter e quanta ambizione ha la società. Sentendo le parole di Steve Zang, l’obiettivo è vincere il prima possibile. Andando a logica se i conti sono apposto e la strada deve essere quella indicata dal presidente, Il Toro non è un sacrificabile necessario.


Anche se a memoria, gli scambi più o meno clamorosi con la società spagnola hanno sempre portato benefici ai milanesi!

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DONALD, GARANTE DI LIBERA OPINIONE?

Intanto a Minneapolis

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DIROTTARE L’OPINIONE PUBBLICA ATTACCANDO UCCELLINI E FACCE DA LIBRO.

Donald Trump presidente degli USA. Figura che tempo addietro rappresentava l’uomo più potente della terra e che ora rappresenta figure… insomma ci siamo capiti. 

L’ultima grossa mi pare legata alla Pandemia. Davvero perché non iniettare litri di amuchina nel corpo per sconfiggere il virus. La faccia della dottoressa al suo fianco è valsa più di milioni di commenti!

Fatta questa umile introduzione passiamo alla questione che nelle ultime ore ha sollevato il Presidente. L’annoso problema di quei “dittatori” dei Social Media.

Mentre il mondo dovrebbe essere indignato (e lo è) più informato (e non lo è) per l’ennesimo fatto di abuso di potere legato ahimè al razzismo, accaduto in questi giorni a Minneapolis, da parte di chi dovrebbe invece garantire la sicurezza della comunità. La notizia oltreoceano che fa più clamore è il duro attacco con minaccia di chiusura da parte della Casa Bianca alle maggiori aziende Social. Ah intanto a Minneapolis continuano le manifestazioni con duri scontri, pare e prendetela con le pinze che ci sia scappato un altro morto.

Se non è un depistaggio di notizie questo.

Trump si è furiosamente contrariato dopo che Twitter per la prima volta nei suoi tre anni di presidenza ha contestato un suo post.

Me lo vedo già Donald arricciare il suo musetto sfregandosi le mani. Mossa che cade come manna dal cielo, e via con l’indignazione. Sappiamo bene quanto i Social Network ad oggi siano una fonte di idee e opinioni. Strumenti capaci se gestiti in un certo modo di canalizzare il pensiero comune sulla strada che viene indicata. Per il Presidente americano i Social stanno tappando la bocca ai “Conservatori” a pochi mesi dalle elezioni. Si parla di un eventuale decreto contro i Media con la minaccia di chiusura degli stessi.

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Il CEO di Twitter Jack Dorsey annuncia senza timore alcuno “Continueremo a segnalare informazioni errate o contestate sulle elezioni a livello globale.” Rispondendo anche al suo collega Mark Zuckemberg molto meno coraggioso che in un’intervista alla Fox a dichiarato “ la mia piattaforma non deve essere arbitro della verità di quello che la gente dice online.”  Vero anche questo Mark, ma un minimo di responsabilità per essere un divulgatore di notizie? Forse e dico forse, se vieni attaccato da uno come Trump nella sua posizione un minimo di “braccino corto” ti viene. Se poi c’è il tuo impero accusato…. bah!!!

Attenzione, il pensiero che la maggior parte di noi ha  su Trump potrebbe essere errata. Nonostante ogni tanto dichiari delle immense “vongole” tipo settimana scorsa “faremo qualcosa contro la Cina”, non prendetelo per uno che non sa il fatto suo. Uno stupido non diventa presidente degli USA, non ha un impero da milioni di dollari o un grattacielo che porta il suo nome nel centro di New York.

Tutto ha un fine uno scopo.  “Se attacco la Silicon Valley, magari riusciamo a parlare meno di altro.”

Intanto a Minneapolis……..

OROSCOPANDO

BIGIORNALIERO PER CHI COME ME NON CI CREDE! PREVISIONE NON DATA DALLE STELLE MA DALLE FORMICHE IN BALCONE.

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ARIETE: Quanta capacità di toccarci nel cuore, di toccarti nel cuore. Vista la complessa situazione dove non si può stare a stretto contatto, toccati da solo.

TORO: Ti senti come un pezzo d’epoca. Bello da guardare ma meglio non toccare. Tirare troppo la corda sarebbe deleterio visto la tua nevrotica condizione abituale. Pazzo di un cornuto.

GEMELLI: Oggi finalmente vi sentite belli. Shopping, parrucchiere, estetista ecc ecc. Da evitare come la peste gli specchi e le immagini di riflesso, tornare alla mera realtà potrebbe essere traumatico.

CANCRO: Possessivo e sensualissimo. Come riesci tu a rendere ogni cosa sexy non riesce nessuno. Ora però smettila di farlo da solo e vai a cercare qualcuno. Peluche e silicone sono poco indicati in estate.

LEONE: Pronto per rivoluzioni ed abbandoni. Sei pronto a cambiare, forza! La tua è più una necessità di evolvere, via quei peli e cammina eretto. La clava non è più necessaria, devi procurarti solo una mascherina.

VERGINE: Continua a rimandare gli impegni. Hai bisogno di riflettere prima di agire. Visto le tue doti da pensatore 15 anni potrebbero bastare. Sentiremo la tua mancanza?

BILANCIA: Adesso con la riapertura finalmente stiamo tornando alla normalità. Passi tutto il giorno davanti lo specchio a farti bella. Alla fine è già ora di rimettere il pigiama.

SCORPIONE: Che carattere odioso che hai. Funge da protezione come quando ti spalmi l’antizanzare. Tutto il tuo sex appeal accumulato precedentemente andrà tutto sprecato.

SAGITTARIO: Hai gli occhi di tutti puntati addosso. Se la cosa ti innervosisce, prova a indossare le mutande quando esci. Tanto esibizionista o no, uccideresti comunque tutti quelli che incontri.

CAPRICORNO: La ripartenza dopo il Lockdown ti ha ringalluzzito. Fama e trionfo non fanno che accrescere il tuo ego per poter ricevere applausi. Ora non hai più scuse, vai e cerca almeno qualcosa da fare, che zia e nonna non bastano come pubblico.

ACQUARIO: Sei arrivato un pò al culmine delle attenzioni. Stai un pò solo, hai bisogno di staccare. Fallo più che alto per gli altri che non vedono l’ora di starti lontano….

PESCI: Finalmente riaprono le palestre, almeno così non rompi più. Torna ai tuoi attrezzi alle proteine e ai petti di pollo. Torna anche a cercartelo, dovrebbe esserci ancora.