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SPORTLANDIA: La Solitudine dei numeri 1

I cinque migliori portieri da me visti all’opera. Nessuna classifica, generazioni diverse. Il calcio è cambiato e con lui il ruolo tra i pali. Naturalmente è una opinione personale.


BODO ILLGNER

Ho sempre fatto fatica a trovare qualcuno che si ricordasse di Illgner, portiere tedesco di una affidabilità e bravura nel ruolo pazzesca. Probabilmente la sua poca popolarità è dovuta al fatto che non fosse una persona che amava stare sotto i riflettori. Eppure vincitore del Mondiale del 1990, di due Liga spagnole con il Real Madrid e due Champions sempre con i Blancos. Quando Fabio Capello si trasferì sotto la corte madridista come primo acquisto chiese proprio Bodo. Disse: “Buffon? Un grande portiere, meriterebbe il pallone d’oro. Ma oggi il migliore è Neuer“ Su su Bodo hai fatto un po’ il nazionalista…..


IKER CASILLAS

Portiere spagnolo del Real Madrid, cresciuto fin dagli inizi nella storica società Castigliana. Successe proprio a Illgner, giovanissimo. Il racconto del suo esordio in prima squadra è una storia divertente e quasi commovente. Iker ha 17 anni e quella mattina è a scuola. Durante la lezione di disegno il Preside dell’istituto irrompe nell’aula prendendo da parte il giovane.”Iker qua sotto c è un taxi che ti aspetta per portarti in aeroporto, ha chiamato il Real devi andare in Norvegia non hanno più portieri.” Il ragazzo non ci pensa due volte, parte e gioca la sua prima in Champions League. È talmente a suo agio tra i pali della prima squadra che non ne uscirà mai più da quel momento. È lui il titolare. Disse “Se il Real Madrid mi chiamasse ancora, andrei subito”. Campione del Mondo e D’Europa con la Spagna e tre volte campione d’Europa e di Spagna con il Real.

JULIO CESAR

Il brasiliano dalla lacrima facile. Arriva in Italia da semi sconosciuto, ma in Brasile ne parlano davvero bene. Dopo un anno di prestito al Chievo Verona, l’Inter lo inserisce in rosa. Mancini allenatore quell’anno dei nerazzuri ci mette un paio di mesi a capirlo. Il posto da titolare diventa di Julio. Portiere di una agilità mai vista, una potenza esplosiva incredibile e rispetto a tanti suoi colleghi ha piedi sopraffini. Bravo sulle palle alte quanto nei pali. Il mio pensiero è che negli anni italiani sia stato pari a Buffon se non superiore. Nel ‘annata 2010 lo è stato sicuramente. Uno degli eroi del triplete interista. Messi è Xavi dichiareranno di aver quasi esultato al Camp Nou , finché non videro quel pazzo di Cesar fare una delle parate più belle negli ultimi dieci anni. Disse: “Il Mondo mi ha conosciuto grazie all’Inter, sarò sempre riconoscente ai colori nero azzurri.” C è da scommetterci che lo disse piangendo. Vince tutto con l’Inter, una coppa America con la nazionale brasiliana. Peccato il mondiale perso in casa.

GIGI BUFFON

Gigi nazionale. Ci sarebbe poco da dire. Portiere completo e fortissimo in tutto. Gli facciamo passare che ha due ciabatte al posto dei piedi, ma poco importa se l’essenziale lo devi fare con le mani! Esordisce anche lui giovanissimo in un Parma-Milan. Nevio Scala l ha vista lunga e non l’ha più tolto. Mi impressionò fin da quella partita affrontò un certo Whea con tempismo e coraggio di un veterano, andando sui piedi dell’attaccante africano. Molti dicono che sia il più forte di tutti i tempi, io sinceramente non me la sento di affermare ciò. Sicuramente il fatto di essere allo stesso livello da i suoi 17 fino ai 43 anni è qualcosa di incredibile. Questo fa sì che comunque dire che Buffon sia il migliore di sempre non sarebbe poi così sbagliato. Disse: “Senza aver visto N’Kono, non sarei mai diventato un portiere.” Campionati e coppe nazionali con la Juventus, coppa UEFA con il Parma è il fantastico Mondiale nel 2006 con la Nazionale. Peccato per la Champions… magari quest’anno! Ah… gli manca un Pallone d’Oro!


WALTER ZENGA

Mi scuso in anticipo, ma è stato e sarà il mio Idolo per sempre. Lui mi ha fatto innamorare del ruolo del portiere. Pazzo, incosciente e guascone.Fortissimo! Per dieci anni e più senza rivali in porta e di portieri forti in circolazione non mancavano. Unico portiere italiano a vincere il pregiato premio di Guanto d’Oro, per ben due volte. Detto l’uomo Ragno. Vinse lo scudetto dei record con l’Inter e due coppe Uefa. Milanese di nascita, fin da ragazzo la domenica è presenza fissa in Curva Nord. L’unico cruccio è quella semi finale con l’Argentina, l’uscita azzardata su Caniggia, Ferri e Baresi immobili come statue. Molti erroneamente lo ricordano solo per quell’episodio. Dichiarò qualche anno fa che Buffon è il miglior portiere di sempre. Io sono convinto che Walter non fosse così lontano. Disse “Tifavo Inter già a tre anni, nonostante mio padre fosse Juventino. Se non è amore questo.”

Il portiere, non puoi essere normale se prendi un gol e sei felice di essere in porta. Essere matti, tanto da buttarsi in terra, più volte. Essere soli sempre confinati in due pali. Amare la sensazione di volare e farne una fede!

HATERS AMICI MIEI: La Guardia Civile di Savonarola pensiero.

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Nella concezione delle persone è stata inculcata la teoria della giusta coscienza. Come affrontare la ripartenza mentre la pandemia perdeva forza nel bel paese. Le istituzioni in ogni angolo più remoto della loro intelligenza, troppo remoto quasi impercettibile, ci hanno spinto al pensiero del “Buon senso” da parte di quei cittadini che da prima imprigionati nelle loro dimore, sono stati poi catapultai in una libertà effimera.

Linee guida sui comportamenti confuse e sempre più incasinate. Mascherine e distanziamento sociale. Un metro nella normalità, un metro e mezzo se corri, quattro metri se fai altro. Ma se il braccio lo allungo conta? Attenzione però se fai attività fisica mi raccomando senza mascherina. Ma la mascherina quella con filtro o quella chirurgica. Anche se per qualcuno va bene un misero pezzo di stoffa.

Ricapitolando. Si permette alle persone di condurre una vita quasi “Normale”, fornendo linee guida che non hanno ne testa ne coda o per meglio dire che si perdono in una logica non chiara che mette in difficoltà chi dovrebbe seguirle. Risultato?

Quella speranza di “Buon senso” va un pò troppo a farsi friggere. Sia chiaro che la colpa non è di chi non riesce ad attuarle, le istituzioni dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza. Senza prendersela con i commercianti. Poveri già hanno dovuto inventarsi un modo per le riaperture sapendo che comunque le perdite saranno indigenti, se poi vanno anche puniti perchè responsabili di eventuali assembramenti. L’impressione è quella di una barzelletta senza fine, di quelle che si fanno fatica a capire.

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Cosa fare per evitare possibili assembramenti. Ma certo ma perchè non ci ha pensato nessuno prima. il Ministro Boccia ha avuto un idea fantasmagorica, vestendo i panni di Savonarola partorisce l’idea di quella che sarà la Guardia Civile o Assistenti civili. Squadre adibite ai controlli per evitare assembramenti “fuorilegge”.

Ricordando che siamo in Italia, dove in genere siamo milioni di CT, di Virologi e di complottisti affermati. Non potevano mancare le discussioni di ogni genere e fantasia, se ne sono sentite davvero tante.. I Pentastellati puntano il dito sul fatto che sull’argomento non sono stati coinvolti e quindi non la vogliono, ci stava anche un pappapero! Dal centrodestra la Giorgina dichiara la nascita di una nuova “Milizia armata”…..(si è girato il mondo?) con Matteo il Salvini che la segue a ruota, per poi ritrattare e dando il suo benestare… 60000 unità potrebbero essere una buona carica di voti! Poteva mancare l’altro Matteo? il Renzi? Ma certo che no! Naturalmente per lui assolutamente da bocciare. Ma tra lui e Boccia non corre certo buon sangue. La discussione viene chiusa con un affermazione che al momento tiene calme quelle menti geniali di cui parlavamo prima. “Facciamo che è stata solo un momento di distrazione collettiva.”

Tutti indignati sul fatto di creare squadre di controlli, anche perchè sopratutto nel nostro Paese i ricordi di qualcosa del genere non sono così rosei e felici. Anche se l’argomento c è da ammetterlo è qualcosa di neanche lontanamente simile. Il problema è che tipo di deterrente potrà essere una soluzione del genere. Se ancora alla base di tutto giustamente ci attacchiamo al “Buon senso”. Senza però avere delle linee guida chiare! Nella stagione in cui versiamo è la soluzione ideale? A questo punto non si poteva semplicemente aspettare qualche giorno in più per ripartire?

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OMICIDIO A SANGUE…ROSSO

Accadde oggi: 28 Maggio 1980. Il giornalista Walter Tobagi viene freddato dalle BR.

Aspettammo Tobagi per circa 45 minuti, Dopodiché ci accorgemmo di lui mentre usciva dal portone. Lo aspettavamo al di là della strada alla fine di un attraversamento. Tobagi all’ ultimo decise di cambiare strada e si allontanò parecchio dal punto dove eravamo appostati. Questo ci mise inizialmente in crisi, fummo costretti quasi a inseguire il bersaglio improvvisando una corsetta. Raggiungemmo la vittima, io mi arrestai a cinque metri circa, mentre Fabio continuò a correre iniziando a sparare. Sparò tre colpi cercando di mirare il più possibile al cuore. Vidi Tobagi fare due passi e poi rovinare a terra. Il mio compagno tentò di sparare ancora ma la sua pistola si inceppò.A quel punto sparai io altri due colpi, ma la mia sensazione mentre scappavamo fu quella che il giornalista fosse già morto.”

Queste sono le parole di Marco Barbone, terrorista rosso. All’epoca 22 anni appena compiuti.

l’omicidio rivendicato dalle Brigate Rosse con un volantino di sei pagine, annunciava la morte dell’inviato speciale del Corriere della Sera, dichiarandolo “Terrorista di Stato”.

Siamo nel decennio tra il 1970 e il 1980. La passione politica, la voglia di cambiare le cose era forte nei giovani di allora che vivevano per veri ideali seguendo l’onda del sessantotto. Vere e proprie lotte politiche tra classi di diverso pensiero. C’ era l’amore e la totale fiducia per il proprio partito, per il proprio schieramento. Qualche scaramuccia poteva capitare no che non c’è ne fossero. Purtroppo con l’andare del tempo alcune frange di destra e sinistra divennero sempre più estreme, sempre più autonome e sempre più violente. In questo macabro caso sono coinvolte quelle che allora erano le Brigate Rosse. Una sinistra violenta e incapace di compromessi. Se ci mettete la destra più estrema quella Fascista e una Mafia che con Cosa Nostra stava diventando sempre più organizzata, capirete che pur essendo un epoca bellissima erano anche anni di paura e tragedia.

Chi era Walter Tobagi e cosa ha mai fatto per meritare un esecuzione.

Nato a Spoleto nel dopo guerra si trasferisce fin da i primi anni della sua vita a Milano.Qui fin dalla adolescenza coltiva la passione per il giornalismo. Durante il ginnasio nel rinomato istituto Parini, diventa capo redattore del giornale scolastico “La Zanzara”. Finiti gli studi venne assunto dalla testata Avanti durando però solo due miseri mesi, per trasferirsi all’Avvenire. Qui emerge la grande qualità del giornalismo di Tobagi, scrivere di qualunque cosa appassionandosi alla materia senza mai schierarsi. Qualità che portarono il giornalista a prestare servizio al Corriere, dove divenne un inviato speciale per raccontare le gesta o le follie della sinistra armata, delle BR.

Lo stesso Tobagi sapeva di essere nel mirino delle Brigate, ma volle comunque continuare nel suo lavoro, dedito all’informazione.

Barbone nel suo ruolo di pentito dichiarò al pubblico ministero perché scelsero l’inviato speciale, la lista dei nomi era lunga e a loro serviva un soggetto che doveva dare un segnale alla “Stretta Morsa” che per loro lo stato stava attuando.
La scelta cadde su Tobagi per la sua intelligenza. I suoi articoli non erano finalizzati ad aizzare l’opinione pubblica o a infangare la sinistra. Ma riuscivano a funzionare come sonda all’interno della sinistra rivoluzionaria. Andava annientato!”

ANNIENTARE, verbo che le brigate usavano per sostituire uccidere! Far sparire l’uomo e le sue idee da tutto e da tutti.

la goccia che fece traboccare il vaso fu un intervento del giornalista a Genova. Dove commentò l’uccisione di quattro brigatisti nella strage di via Fracchia. Scrisse poi un articolo:

E come se perfino un sentimento di pietà non possa trovare spazio, ed è la conseguenza più avvilente di quella strategia perversa che ha voluto puntare sulla lotta armata”.

L’ironia della sorte fu che il commando della sua esecuzione si chiamasse Brigata 28 Marzo, proprio in onore dei compagni caduti in via Fracchia.

Walter Tobagi è stato uno di quegli uomini di cui troppo poco si parla. Una di quelle persone che ha donato la “Libertà” di esprimersi e pensare con il suo sacrificio. Dove invece che imparare e apprendere, abbandoniamo quella strada per attaccare e offendere.

Il “TORO” MARTINEZ

Un tango tutto da seguire

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Lautaro Javier MARTINEZ. Attaccante argentino di soli 22 anni, già sulla bocca di tutti. Nonostante la giovane età, nonostante si sia messo in mostra da poco più di una stagione e mezza in Europa, nonostante il blocco dovuto alla pandemia.

Al momento è il pezzo più pregiato del calciomercato sotto Covid, una piccola telenovela tra Spagna e Italia, tra Barcellona e Inter.

Da un lato i Blugrana insistono per avere alla loro corte il Toro, facendo finta di niente del fatto che le casse in Catalogna stiano piangendo un po’ miseria. Le offerte inviate ai milanesi fanno un po’ sorridere.

Dall’altra parte i Nerazzuri non hanno questa fretta di vendere. Con l’arrivo di Suning e dopo aver sistemato i conti il coltello dalla parte del manico è per i meneghini. Che al contrario dei precedenti anni puntano i piedi su i propri obiettivi, senza cercare di accontentare Allenatori o giocatori a tutti i costi. Martinez ha una clausola di 110 mln di euro, andrà via solo al pagamento di quest’ultima.

La mia opinione è quella di non vendere, lo considero un giocatore meraviglioso. La mia è più una speranza. Quello che credo invece è che in qualche modo il Barcellona troverà il denaro, da ricordare che in Spagna per il calcio le banche fanno prestiti assurdi. E che Lautaro l’anno che verrà indosserà la maglia del Barcã.

Certo con certe cifre in ballo puoi allestire una squadra di buon livello, credo sia anche giusto. Tutto dipende da quanta fame ha l’Inter e quanta ambizione ha la società. Sentendo le parole di Steve Zang, l’obiettivo è vincere il prima possibile. Andando a logica se i conti sono apposto e la strada deve essere quella indicata dal presidente, Il Toro non è un sacrificabile necessario.


Anche se a memoria, gli scambi più o meno clamorosi con la società spagnola hanno sempre portato benefici ai milanesi!

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DONALD, GARANTE DI LIBERA OPINIONE?

Intanto a Minneapolis

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DIROTTARE L’OPINIONE PUBBLICA ATTACCANDO UCCELLINI E FACCE DA LIBRO.

Donald Trump presidente degli USA. Figura che tempo addietro rappresentava l’uomo più potente della terra e che ora rappresenta figure… insomma ci siamo capiti. 

L’ultima grossa mi pare legata alla Pandemia. Davvero perché non iniettare litri di amuchina nel corpo per sconfiggere il virus. La faccia della dottoressa al suo fianco è valsa più di milioni di commenti!

Fatta questa umile introduzione passiamo alla questione che nelle ultime ore ha sollevato il Presidente. L’annoso problema di quei “dittatori” dei Social Media.

Mentre il mondo dovrebbe essere indignato (e lo è) più informato (e non lo è) per l’ennesimo fatto di abuso di potere legato ahimè al razzismo, accaduto in questi giorni a Minneapolis, da parte di chi dovrebbe invece garantire la sicurezza della comunità. La notizia oltreoceano che fa più clamore è il duro attacco con minaccia di chiusura da parte della Casa Bianca alle maggiori aziende Social. Ah intanto a Minneapolis continuano le manifestazioni con duri scontri, pare e prendetela con le pinze che ci sia scappato un altro morto.

Se non è un depistaggio di notizie questo.

Trump si è furiosamente contrariato dopo che Twitter per la prima volta nei suoi tre anni di presidenza ha contestato un suo post.

Me lo vedo già Donald arricciare il suo musetto sfregandosi le mani. Mossa che cade come manna dal cielo, e via con l’indignazione. Sappiamo bene quanto i Social Network ad oggi siano una fonte di idee e opinioni. Strumenti capaci se gestiti in un certo modo di canalizzare il pensiero comune sulla strada che viene indicata. Per il Presidente americano i Social stanno tappando la bocca ai “Conservatori” a pochi mesi dalle elezioni. Si parla di un eventuale decreto contro i Media con la minaccia di chiusura degli stessi.

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Il CEO di Twitter Jack Dorsey annuncia senza timore alcuno “Continueremo a segnalare informazioni errate o contestate sulle elezioni a livello globale.” Rispondendo anche al suo collega Mark Zuckemberg molto meno coraggioso che in un’intervista alla Fox a dichiarato “ la mia piattaforma non deve essere arbitro della verità di quello che la gente dice online.”  Vero anche questo Mark, ma un minimo di responsabilità per essere un divulgatore di notizie? Forse e dico forse, se vieni attaccato da uno come Trump nella sua posizione un minimo di “braccino corto” ti viene. Se poi c’è il tuo impero accusato…. bah!!!

Attenzione, il pensiero che la maggior parte di noi ha  su Trump potrebbe essere errata. Nonostante ogni tanto dichiari delle immense “vongole” tipo settimana scorsa “faremo qualcosa contro la Cina”, non prendetelo per uno che non sa il fatto suo. Uno stupido non diventa presidente degli USA, non ha un impero da milioni di dollari o un grattacielo che porta il suo nome nel centro di New York.

Tutto ha un fine uno scopo.  “Se attacco la Silicon Valley, magari riusciamo a parlare meno di altro.”

Intanto a Minneapolis……..

OROSCOPANDO

BIGIORNALIERO PER CHI COME ME NON CI CREDE! PREVISIONE NON DATA DALLE STELLE MA DALLE FORMICHE IN BALCONE.

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ARIETE: Quanta capacità di toccarci nel cuore, di toccarti nel cuore. Vista la complessa situazione dove non si può stare a stretto contatto, toccati da solo.

TORO: Ti senti come un pezzo d’epoca. Bello da guardare ma meglio non toccare. Tirare troppo la corda sarebbe deleterio visto la tua nevrotica condizione abituale. Pazzo di un cornuto.

GEMELLI: Oggi finalmente vi sentite belli. Shopping, parrucchiere, estetista ecc ecc. Da evitare come la peste gli specchi e le immagini di riflesso, tornare alla mera realtà potrebbe essere traumatico.

CANCRO: Possessivo e sensualissimo. Come riesci tu a rendere ogni cosa sexy non riesce nessuno. Ora però smettila di farlo da solo e vai a cercare qualcuno. Peluche e silicone sono poco indicati in estate.

LEONE: Pronto per rivoluzioni ed abbandoni. Sei pronto a cambiare, forza! La tua è più una necessità di evolvere, via quei peli e cammina eretto. La clava non è più necessaria, devi procurarti solo una mascherina.

VERGINE: Continua a rimandare gli impegni. Hai bisogno di riflettere prima di agire. Visto le tue doti da pensatore 15 anni potrebbero bastare. Sentiremo la tua mancanza?

BILANCIA: Adesso con la riapertura finalmente stiamo tornando alla normalità. Passi tutto il giorno davanti lo specchio a farti bella. Alla fine è già ora di rimettere il pigiama.

SCORPIONE: Che carattere odioso che hai. Funge da protezione come quando ti spalmi l’antizanzare. Tutto il tuo sex appeal accumulato precedentemente andrà tutto sprecato.

SAGITTARIO: Hai gli occhi di tutti puntati addosso. Se la cosa ti innervosisce, prova a indossare le mutande quando esci. Tanto esibizionista o no, uccideresti comunque tutti quelli che incontri.

CAPRICORNO: La ripartenza dopo il Lockdown ti ha ringalluzzito. Fama e trionfo non fanno che accrescere il tuo ego per poter ricevere applausi. Ora non hai più scuse, vai e cerca almeno qualcosa da fare, che zia e nonna non bastano come pubblico.

ACQUARIO: Sei arrivato un pò al culmine delle attenzioni. Stai un pò solo, hai bisogno di staccare. Fallo più che alto per gli altri che non vedono l’ora di starti lontano….

PESCI: Finalmente riaprono le palestre, almeno così non rompi più. Torna ai tuoi attrezzi alle proteine e ai petti di pollo. Torna anche a cercartelo, dovrebbe esserci ancora.

La Movida delle 19

Quando il bicchiere della staffa aveva un’altro valore.

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Il virus Covid 19 ci ha reso vulnerabili rispetto a quella che è la vita, in tutte le sue sfaccettature, o per meglio dire, ci ha dato la consapevolezza di quanto siamo in realtà deboli nella concezione del quotidiano. Abbiamo vissuto nell’illusione di avere tutto sotto controllo, grazie ai notevoli passi avanti della tecnologia applicata alla vita, a un tenore fattibile per la maggior parte delle persone e una speranza di vita sempre più lunga. Come se ogni giorno venissimo messi davanti alla scelta della pillola blu o la pillola rossa.

Nonostante tutto, nonostante gli ultimi mesi siamo stati confinati per protezione nelle nostre abitazioni, la lezione drammaticamente ci sfugge.

A quanto pare il problema non è più il virus, anche se continua a persistere e a mietere la sua buona dote di migliaia di vittime, ora il problema è la ripartenza. Doveroso pensarci, in un mondo che corre ed è in continua trasformazione, si è arrivati ad un passo dal collasso del sistema. Sarebbe assolutamente da evitare un salto nel vuoto… e l’ignoto fa davvero paura. Ma forse non è questo il più grande male di questa società? davvero è giusto perseguire la strada fino ad oggi intrapresa?

La ripartenza sta dando i suoi problemi, quasi ironicamente mistici; dalla paura di morire siamo passati al terrore di non andare in vacanza o di non poter fare l’aperitivo.

Milano, la mia città, non la cambierei per nessun’ altra al mondo. Siamo stati e siamo tutt’ora la regione più colpita della nazione. La Lombardia nella sua efficenza ha pagato duramente, governata da chi non ha capito nulla in continuo scontro con il sindaco di Milano che da par suo …. non ha capito nulla.

Che sia chiaro, non si vuole additare nessuno, Destra o Sinistra , movimenti o prodotti Ittici. Voglio dire che tutto è andato nel calderone dell’incapacità a discapito di tutti.

La Movida milanese è un problema! Ma scusate prima si dichiara il “Libera tutti” e poi lo stesso diventa un problema? Ma cosa ci si aspettava? Che si uscisse uno alla volta? Capisco fare affidamento alla coscienza delle persone, però a mio avviso la paura delle decisioni non può governare una città come Milano. Non puoi dare una caramella ad un bambino e dirgli di non mangiarla perchè hai paura che si strozzi….

Magari più controlli, senza fare sfuriate mediatiche il giorno dopo, quando bastava esercitare nel modo giusto i controlli dovuti.

La soluzione del geniale primo cittadino è arrivata come un fulmine a ciel sereno. DIVIETO a tutti i locali di vendere alcolici dopo le 19.

Davvero? L’ha detto davvero? quindi abbiamo trovato la soluzione al problema dell’assembramento da movida?

Quindi se mi compro una cassa di birra nel primo supermercato prima del copri fuoco posso bivaccare tranquillamente nelle vie e nelle piazze della mia città?

Un Sindaco dovrebbe cercare soluzioni più intelligenti e pratiche che abbiano un senso. Senza dover affossare commercianti che hanno già l’acqua alla gola o instaurare insicurezze nelle menti dei propri cittadini. Tutto mentre i governanti in Regione sono presi a dare i numeri…..

Certo che se l’ultima soluzione trovata era convincere a passare le vacanze all’Idroscalo di Milano…..

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Mi sa che qui il Bicchiere della Staffa l’hanno raggiunto prima delle 19!

Iene a confronto!

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Daniele Bentivegna. Artista, Attore e Regista

Niki Lauda

Lo “Sgorbutico”veloce!

La macchina sembrava impazzita. In uscita di curva a tutta velocità, mentre cercava di guadagnare posizioni qualcosa era andato storto. Non la controllava più. Cercava disperatamente di stringere il volante, consapevole che non sarebbe servito a nulla. La Sua Ferrari In un vorticoso mortale sbatteva contro una roccia , per poi attraversare la pista fermandosi sull’altro ciglio della strada.

Odore penetrante di benzina, poi le fiamme scatenate come l’inferno tutte intorno all’abitacolo. C è da salvare la pelle veloci. Non riesco a uscire sono bloccato! Maledizione la cintura è incastrata, vedo mani che provano ad afferrarmi, le fiamme sono troppo alte e forti. Sento bruciare il mio corpo, sento il calore all’interno di esso. Sto morendo!

Dove sono? Vedo mia moglie al di là di una vetrata, ha le mani giunte in preghiera, sembra stia piangendo. Intorno a me persone è ancora mani, ogni volta che mi toccano il dolore è lancinante. Dove sono? Un vecchio, no! Un prete sta benedicendo guardandomi. Prete dimmi chi ha vinto il Gran premio, Hunt quello stronzo c’è l ha fatta?“

Siamo a cavallo tra gli anni 70 e 80. Anni dove le corse di automobili fanno infiammare il pubblico di tutto il mondo. La gente aspetta con ansia spettacolo e sorpassi in pista, ma con ansia macabra cerca emozioni negli incidenti. Macchine veloci e circuiti scellerati, non offrono troppe garanzie di sicurezza. I piloti sono considerati dei matti visionari, consapevoli e pronti a rischiare la propria vita ad ogni corsa.
Sono anni dove la vita dei protagonisti è legata agli eccessi della popolarità. Ma non per lui. Niki Lauda è un freddo austriaco, puntiglioso e pignolo nel leggere la propria auto e portarla al massimo della sua efficenza. Carattere burbero e forte, la sua vita dedicata interamente alle corse fino al suo ritiro, era meticolosa è sempre programmata per l’efficenza. Marlena la sua prima moglie confessò che Niki non amava particolarmente gli eccessi, poiché la felicità era una distrazione troppo grande, perché essere felici portava ad avere qualcosa da poter perdere.

Siamo nel 1976, si corre il Gran Premio di Germania. Il vecchio circuito di Nurburgring. Lauda aveva sempre considerato quel circuito stupido e pericoloso. La pioggia cadeva insistente da tutto il giorno, il campione era preoccupato. Convinse i giudici di gara a convocare tutti i piloti per una riunione straordinaria, cercando inutilmente l’appoggio degli stessi per l’annullamento delle a gara. James Hunt altro fenomeno del volante, al contrario dell’austriaco, eccentrico e vizioso, tenne testa alla folle richiesta di Lauda convincendo da par suo tutti a correre. Il 1976 era caratterizzato dalla lotta per mondiale piloti proprio da Hunt e Lauda. (Si consiglia il film “Rush”)La gara terminò con il successo di James Hunt , ma verrà per sempre ricordata per l’incidente pauroso accorso a Lauda, un peso che lo stesso Hunt si porterà nel cuore fino alla fine.

Non si seppe mai la verità sull’incidente, la macchina nella curva Bergwerk perse totalmente il controllo. Il capo meccanico di allora Ermanno Cuoghi e lo stesso Lauda dichiararono un cedimento meccanico. Accusa respinta dalla stessa Ferrari nella voce di Audetto, Team Manager della scuderia italiana, che diede la colpa alle avverse condizioni della pista. Lauda ne uscì vivo per miracolo, riportando gravi ferite e ustioni, sfigurando per sempre il viso.

Qualsiasi pilota non sarebbe più tornato a gareggiare. Niki Lauda però era dotato di una forza di volontà che lo distingueva da ogni altro. Il suo amore e la sua passione per le corse lo fecero tornare a competere i tempi record, facendoli sfiorare proprio la vittoria del mondiale del 1976, persa all’ultima corsa in Giappone a favore del suo amico-rivale Hunt.

Il suo carattere duro e arcigno e la sua precisione in ogni momento. Il suo legame naturale con la macchina e la sua disciplina. Fecero di Niki Lauda un pilota vincente e spettacolare. Una presenza costante nel mondo dei motori.

Ci mancherà quel suo sguardo nel Paddok, risolutivo e severo. Come se già sapesse come finirà prima dello sventolare della bandiera a scacchi.

GAETANO, CAPITANO GENTILUOMO

Cernusco sul Naviglio 25 Maggio 1953, alle porte della febbricitante e sempre più in espansione Milano, nasce un ragazzo che per le sue doti innate e la sua classe farà parlare di se.

PROIETTATEVI ALL’a 11 LUGLIO 1982, SPAGNA STADIO SANTIAGO BERNABEU’, MADRID

“Scirea in contrattacco per gli Azzurri, supera la metà campo. Palla per Conti. Conti ancora per Scirea in area, palla a Bergomi, ancora una volta per Scirea, assist per Tardelli al limite dell’area. Tiro, GOOOL.”

Sarà il due a zero per l’Italia, la Germania e i suoi colossi sono annichiliti. La partita finirà tre a uno, il terzo gol dell’Italia e quello della bandiera teutonica passeranno alla storia come un contentino.

Nando Martellini urlerà per tre volte “CAMPIONI DEL MONDO”, mentre Sandro Pertini si alzerà in piedi stringendo i pugni al cielo. Persone d’ altri tempi, retti e orgogliosi del proprio popolo.

In mezzo a quegli eroi, Gaetano rimane il più composto. Felice ma elegante nel suo esprimere. Gianni Brera (altro pezzo da 90) dichiarerà che il massimo della sua euforia fu in stanza con Zoff brindando con due bicchieri di vino a testa e sorridendo alle fatiche della giornata.

Gaetano non era il classico Bomber o Fantasista che faceva innamorare le folle con i suoi gol o le sue veroniche. Portava sulle spalle il numero 6. Numero nei numeri, fare il libero nel calcio ormai di una volta era questione di signorilità e purezza, in pochi erano così predisposti nel farlo. Accostato ai più grandi Beckenbauer e Kroll nel ruolo.

Muove i primi passi con l’Atalanta, per poi passare dopo una corte sfrenata di Boniberti e del Trap nel 1974 in bianconero. Nonostante il suo cuore d tifoso dica Inter. Saranno i suoi nemici sportivi storici.

Vince in tutto 7 Campionati , 2 coppe Italia, 1 coppa Uefa, 1 coppa delle Coppe, 1 supercoppa Europea e nel 1985 la coppa dei Campioni. Quella maledetta finale della Heysel. Dove sono sicuro Gaetano abbia lasciato un pezzo del suo cuore per i fatti accaduti. Insieme a Cabrini rimarrà l’unico giocatore italiano a vincere tutte le competizioni europee.

Il 3 Settembre del 1988 in un incidente stupido e lontano dai suoi affetti e dalla sua casa. Ci lascia per sempre un CAMPIONE vero. Ricordato più per il suo essere uomo che per le sue, comunque fantastiche, gesta in campo.

Merce rara per gli idoli dei nostri tempi.