La Resistenza va a Messa, la Camerata segue!

La Messa è finita , andate in Pace! Così si pensava potesse chiudersi la classica funzione domenicale di Don Massimo. Invece il Curato volutamente provocatorio al termine della celebrazione ha intonato L Inno alla Resistenza “Bella Ciao” !!!

Inno alla Resistenza insomma.. (Ormai ci crede solo un certo Avignone). Canzone divenuta un simbolo della sinistra italiana, che ne ha fatto un proprio paletto imprescindibile. Tornata in testa alle classifiche grazie a quel movimento delle Sardine autoproclamato non politico… (va be tempo dopo hanno anche detto che il Virus L avremmo sconfitto con i libri e la cultura). Ma che volete in Italia stiamo rinascendo un po’ come quel pensiero di lotta politica alla Don Camillo e Peppone, si sbraita si litiga ma stringi stringi il nulla!

Cavalcando L ‘onda di questo pensiero o moda, le critiche affossate a Don Massimo non sono state morbide. Quello che fa sorridere è che lo stupore di indignazione non arriva solo da chi ci si aspettava, la Destra e la Chiesa, ma anche dalla parte politica che si rivendica di sinistra. Ma come invece di esultare, voglio dire un prete che canta Bella ciao in Chiesa è come se un virus del raffreddore mettesse in ginocchio il pianeta… ah no esempio sbagliato. Come se la terra fosse davvero piatta. ( Vuoi vedere che L ‘Australia davvero non esiste?) Insomma ha dell’incredibile. Invece qualcuno è riuscito a girarla come un attacco di Salvini.

Sinceramente le ragioni che hanno spinto Don Massimo a tale atto non devono secondo me ancorare i pensieri a vecchi dogmi ormai morti. Il mondo è andato avanti , chi crede che nella Chiesa attuale non ci siano correnti più vicine alla sinistra come idea politica, forse dovrebbe concentrarsi solo esclusivamente su programmi Mediaset e far scivolare la vita così come viene.

Ho ripreso questo fatto successo oramai tempo fa per legarlo a uno più recente in un paesino della bassa Milanese. Durante un funerale al momento dello scambio della pace la salma è stata salutata con il grido “Viva il Duce, viva la Libertà”. Potete immaginare L’imbarazzo dell’assemblea (a questo punto neanche troppo credo) e del povero prete che da par suo è riuscito in tutta fretta a terminare la funzione e con estremo orgoglio non stringere le mani dei presenti neanche per una semplice condoglianza. Voltando le spalle a quegli uomini , piccoli uomini. Anzi di uomini meglio non parlarne.

Stiamo vivendo una stagione folle che ci porta in tempi passati, lontano da quello che è l attualità della vita. Scontri, liti e attacchi, la maggior parte tragicomici! Il problema che tra le due fazioni non sembra essercene una che abbia un minimo di intelletto su cui affidare la nostra fiducia.

La realtà è che stiamo raccogliendo mosche, tra lotte politiche da anni di piombo, vari colori di Gilet, immigrazione e Razzismo. Mentre l’uomo si è messo nella lista dell’estinzione!

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