Le Tre Chiavi

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Il gruppo si trovò davanti a uno strano scenario. Un panorama che sembrava non avere una fine, in una distesa di prati e colline verdì smeraldo. Il giorno e la notte si dividevano il cielo colorando di tonalità indescrivibili il loro incontro.
Al centro di quella visione un casale povero di eccessi, fumava dal camino come fosse un vecchio disteso con la sua pipa.
“Incantevole “ proclamò Manû che con la propria mano stretta a quella del suo amato, osservava con cura quello spettacolo.
“Dove ci troviamo Maestro” “Nel faggio naturalmente”

La voce non era del Maestro. Davanti a loro sbucato dal nulla si presentò un anziano signore. “Certo dove se no” ribatte Evelyn sarcastica.
L anziano colpi la navigatrice sulla punta del piede con il bastone che usava per reggersi in piedi.
“Piccola impertinente. La lingua pronta e veloce più della spada. Da quello che mi hai raccontato Coman lei deve essere la navigatrice”
Sorridendo il vecchio affondò un altro colpo sul altro piede, costringendo Evelyn a prostrarsi a terra dal dolore.
Abiss appena la vide a terra ebbe l impulsò di accasciarsi di fronte alla ragazza porgendoli la mano in un atto gentile. Ella lo guardò con disprezzo e in un men che non si dica si rialzò in piedi lasciando il povero Abiss a quattro zampe sotto di lei.
L elfo pacato della coppia tirò dalla manica il Lord con pacche sulla schiena per confortarlo, mentre il compagno minacciava Evelyn con gesti da rissa.
“Chissà magari ho fatto tutto questo per dare adito alla mia previsione” disse il vecchio.
Dareh vedendo che Evelyn era stata schernita da quel anziano signore sorrise di gusto. Non l aveva mai vista in difficoltà e ne stava gioendo senza nasconderlo troppo.
“Oh Benedetto ragazzo, gioire per le disgrazie altrui”.
Il vecchio era alle sue spalle. Ma come e quando era arrivato la , possibile che nessuno si fosse accorto di nulla.
La risposta a quei pensieri fu una bastonata sulla testa.
“Uno stregone? Un navigatore? Un visionario? Un Bianco . Cosa sei Benedetto ragazzo”
Gli passò la mano su braccio sinistro. Il tocco era lieve ed emanava un calore energetico.
“No, di sicuro non sei un braccio del Diavolo” Dareh massaggiandosi la testa sul punto dolente si voltò verso Manû che stava ridacchiando sotto i baffi. Sottovoce disse:
“Strano, le stesse parole usate da me” chiuse la frase con una carezza sul viso del ragazzo.
Il vecchio come nulla fosse ignorò i ragazzi e si incamminò verso il casale.
Il gruppo rimase di sasso aspettandosi chissà quale spiegazione.
“ Allora Coman vi muovete? Lo sai che lei odia aspettare”
Il maestro visibilmente divertito fece cenno con le mani come ad invitare ad accomodarsi.
Quel vecchio non era strano solo nel comportamento. Era vestito solo di un gonnellino di cuoio ricamato a dovere da quelle sembravano glifi o rune. Calzari con lacci intrecciati fino alle ginocchia. I capelli erano raccolti in una lunga treccia grigia che partiva dal centro, il resto del capo era liscio come un sasso.
Un bracciale d oro ad ogni polso chiudevano da ambedue le parti un tatuaggio di un serpente che ricopriva per intero le braccia.
L andatura pacata che conviene ad un anziano, sorretta da un lungo bastone ornato da colorate piume.
Nonostante la presunta età la pelle era tirata di un rosso terra ,lucente alla luce.
Arrivati sul uscio del casale il vecchio lanciò il bastone in aria. Con grande sorpresa di tutti esso si trasformò in una grande aquila che prima di toccare terra la videro volare veloce verso le colline in lontananza.
“Tutte le cose a noi care hanno un anima, sta a noi farle fiorire”
Sparì dietro la porta lasciandola spalancata.
All interno si ritrovarono in salone spazioso e pulito. Notarono una grande tavolata apparecchiata di stoviglie , bicchieri e brocche. Ai loro occhi si presentò un anziana signora corpulenta. Viso affabile e capelli grigi raccolti in una cipolla sopra la testa.
“Coman figliolo, sono felice che tu sia riuscito a tornare” Abbracciò il maestro con veritiero affetto.
“Benvenuti anche voi ragazzi e Gentiluomini “ distribuendo lo stesso abbraccio.
“Prego sedetevi sarete sicuramente stanchi e affamati” dicendo questo si avvicinò con aria più seria a Coman. “Se sei qui vuol dire che è tutto cominciato come previsto”
Coman si limitò ad alzare le spalle allargando le braccia.
“Oh Chua vecchio serpente a sonagli. Ritorna la voce a Coman”
L anziano già seduto su un ceppo di fianco al camino rise di gusto , tossendo il fumo di una lunga pipa.
“Va bene va bene vecchia megera” con un cenno della mano modellò il fumo formando una barca che fluttuando nel aria attraversò il salone finendo la sua corsa sul volto di Coman.
In un respiro profondo il maestro assaporò il dolce fumo al sapore di ciliegio.
“ Grazie Mio Signore” disse Coman “ Saggia Beatrix purtroppo è tutto come previsto. Tutto è cominciato”
“Per tutte le barbe degli gnomi, non mi aspettavo così presto” borbottò l anziana signora.
“Ora accomodati anche tu Coman, l’essere stanco e affamato varrà anche per te. Avremo tutto il tempo per parlarne “
Tutti e nove si sedettero attorno al tavolo, di certo si era fatto sera, anche se li il tempo non aveva una logica la giornata era stata lunga e sorprendentemente pericolosa. La stanchezza come la fame si stava facendo sentire.
“Non siate timidi e servitevi , vi sentirete meglio”
I ragazzi e Coman ringraziarono. Abiss si limitò a guardare Apricott seduto di fronte a lui. Azzardò sperando di non farsi sentire “Albert i piatti, sono vuoti”
Apricott era stupito quanto lui non seppe cosa dire.
Coman venne in aiuto dei due uomini “ dovete immaginare il cibo che a voi più vi aggrada, il piatto si riempirà di ciò che più desiderate” Abiss chiuse subito gli occhi. Davanti a lui apparve un grosso prosciutto dì cinghiale, fumante e profumato di spezie. Eccitato prese la brocca spiando al suo interno, la vide vuota. Immaginò il miglior vino del regno di Elisianbeth. Nel bicchiere mesceva quello che per lui era l elisir migliore al mondo. “Se la magia fosse collegata solo al cibo Lord Abiss Probabilmente sareste uno degli stregoni più potenti” lo scherni Coman.
Abiss si gettò a capofitto sul prosciutto afferrandolo tra le mani. Incrociò lo sguardo di Evelyn. Si diede più in fretta possibile un contegno. Cominciando ad usare le posate e a tagliare piccoli Bocconi di carne. La ragazza alzò gli occhi al cielo scuotendo la testa, scaturendo l ilarità della tavolata.
Il vecchio Chua a sorpresa si sedette direttamente sul tavolo di fronte a Apricott. Le gambe incrociate a pochi centimetri dal nobile.
“ Posso capire il tuo compagno, ma in te c’è della magia da stregone, avresti dovuto sapere”
“Mi spiace mio Signore , la mia magia non è così potente come crede il Maestro Coman”
Rispose Apricott con lo sguardo rivolto alla minestrina comparsa nel suo piatto.
“Hai ancora un gran mal di testa”
“Si…”
“ Non sono il tuo Signore o almeno non più. Comunque il tuo mal di testa è interessante Albert Apricott”
Si alzò e continuando a camminare sul tavolo andò verso la porta.
“Oggi ho voglia di una notte stellata . Vi attendo fuori dobbiamo parlare di molte cose” uscì e all improvviso un profondo buio calo al esterno del casale.

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