Le Tre Chiavi

IX

Coman si era accomodato ancora sotto l anziano faggio.
Dareh questa volta aveva preso le distanze. La daga in mano, continuava a molestare un piccolo cespuglio. Il pensiero e la preoccupazione per Manû ora erano diventati la cosa più essenziale. Più di Elfi, Lord e morti.
Mentre Abiss cercava di stare alla larga dei due elfi che avendo capito là particolare ingenuità del uomo continuavano a tormentarlo in un sadico divertimento, Albert Apricott restava in silenzio seduto su una radice di fronte al Maestro.
“Vi aspettavo in serata come d accordo. Cosa è successo”
Apricott ci mise un po’ a riordinare le idee. Ciò che era accaduto non aveva spiegazioni.
Pensava che il Maestro volesse vederlo per una delle solite lezioni e non aveva dato troppo peso al suo invito. Ora però aveva l impressione che quello strano uomo sapesse o si aspettasse tutto.
“ una normale giornata di corte si è trasformata in un inferno. Ecco cosa è successo”
“Ho bisogno di sapere Albert” Coman gli si avvicinò rimanendo in piedi davanti a lui.
“Sono stato condannato a morte per tradimento. Hanno scoperto quello che facevo con le vostre tribù “
“Mi pare non sia più rilevante ormai questo”
A quelle parole ad Apricott gli scappò un sbuffo irrisorio.
“Va avanti Albert, perché vi è necessitato l uso del cristallo”
Tenendosi la testa tra le mani l uomo iniziò a raccontare l accaduto.
“Ero in privato con Diana in una stanza segreta. Mi ha donato una via di fuga, non riusciva a vedermi morto”
Si trattenne qualche istante. Sentiva il magone salirli in gola.
“Quando mi sono congedato e stavo allontanandomi il Sovrintendente ha fatto irruzione con la guardia reale. Diana è stata presa di forza, poi non so spiegare cosa sia avvenuto. È stata sommersa da sangue e da una strana pellicola per poi rinascerne senza un lamento. Nuda. Gli occhi non erano più i suoi, credo sia morta Maestro”.
Coman rimase pensieroso ma non turbato.
“Mmmhh il Semane Ghenou. Si mio caro amico Diana potrebbe essere morta”
“ E quella che ho visto rinascere?”
“ il Semane Ghenou è un antico incantesimo, sono magie che necessitano di un patto di sangue. Ciò che hai veduto è un fantoccio, un demone. Legato a chi l ha evocato.”
Il maestro andò su e giù accomodando il mento sulla mano.
“Il Sovrintendente è sicuramente l evocatore. Ha prima inquinato la mente della Leonessa per poi farne un suo fantoccio. A quale scopo però. Comunque è sicuramente più potente di quello che pensassi”
“C’è altro maestro. Il grosso dell’esercito di Elisianbeth è al confine della Sinturia. Stanno attendendo Re Gron dal nord per poi attaccare”
“Gron ubriacone mercenario. Be con la caduta della Gilda dei Saggi come prossima mossa è quello che avrei fatto anche io. Ma perché anche le truppe di Kaalalit .
“Dio questo mal di testa” esclamò Apricott.
“Mal di testa? Albert dimmi la Regina ti ha prestato attenzione mentre subiva l incantesimo?”
“ Mi è parso per un momento che mi stesse guardando. Si”
“Interessante “

Abiss s inoltrò poco più avanti seguendo dei cespugli di more. Il suo sempre agguerrito appetito lo stava tormentando. Si ritrovò da solo, finalmente era riuscito a seminare quei maledetti elfi.
Udì un frastuono di rami spezzati, alzò lo sguardo e vide due figure a breve distanza cadere a peso morto sul terreno a pochi metri da lui. Cercò di mettere a fuoco i soggetti.mentre allungava il collo una ragazza gli piombò davanti. Cadde leggiadra ed elegante sulle gambe. Rimase bloccato da tanta bellezza.
La ragazza estrasse velocemente un pugnale dalla cintola puntandolo alla gola di Abiss.
“Chi sei “ Disse
“Bellissima”
“Chi sei ho chiesto” urlò Evelyn di rabbia.
“Mi, mi chiamo Abiss Lord”
“Abiss Lord?” Premette il pugnale con più forza.
“Lord, Lord Abiss di Elisianbeth “
“Un Elisian. Cosa ci fai qui”
“Io,io ecco….” Abiss gettò le more raccolte sul viso della donna. Sperando in una patetica confusione cercò di tornare da gli altri correndo sulle sue piccole gambe.
Evelyn sbuffò irritata pulendosi il volto e si mise a ricorrere quel paffutello damerino.
“Albeeeert,Maeestro” urlò Abiss
Evelyn stanca di correre raccolse un sasso da terra, prese la mira e lanciò alla testa del Lord.
In un vortice grigio improvviso un uomo alto da gli occhi azzurri ghiaccio e i capelli lunghi e biondi con le orecchie a punta. Si parò tra il sasso e Abiss . La corazza dorata attutì il colpo. L uomo estrasse una sciabola con strane incisioni sulla lama.
“Fermò” si sentì urlare.
Coman arrivò di corsa seguito da Dareh e Apricott. Si rivolse a quello strano personaggio comparso dal nulla.
“Ora calmo, è amica”
Il cavaliere scomparve all istante , tramutandosi in un essere grigio e piccolo, con le orecchie a punta e il mento allungato.
“Lord Abiss credo ti sia fatto un amico. Addirittura la trasfigurazione “
Abiss assunse un aria fiera. Anche se per tutti i presenti era chiaro che anche lui non avesse capito nulla.
“Evelyn che gioia rivederti” continuò il maestro.
“Maestro per una volta vale anche per me”
“Sola?”
Dareh fremeva e guardava con ansia la giovane Eiyu.
“No ci siamo tutti. Ometto la tua dolce metà starà vomitando l anima. Non ha mai voluto esercitarsi con il teletrasporto “
Dareh corse veloce verso Evelyn superandola senza darle retta.
“Comunque sto bene anche io, razza di bifolco”
Coman abbracciò Evelyn.
“ sei una grande Navigatrice “
“ E combattente” aggiunse lei.
“Maestro il ciondolo mi spiace”
“Dopo, dopo cara ragazza ora dobbiamo andare”
Manû si stava pulendo la bocca con il dorso della mano quando lo vide arrivare.
Gli si buttò addosso piangendo. Incominciò a baciarlo senza smettere un attimo. Dareh! Il suo Dareh.
“Scusate non vorrei interrompere “
“David” Dareh dalla felicità abbracciò anche lui.
“Non vorrai baciare anche me spero”
“Grazie capitano, grazie”
“Dovrai ringraziare anche Evelyn” disse Manû.
“Lo farò “
“Davvero?”
“No”
“Fallo è stata grande”
Dareh la guardò. La strinse ancora a se e la baciò.

Arrivò Apricott a interrompere quel momento tanto romantico.
“Il maestro ci attende tutti davanti al faggio”
“Chi è “ chiese David.
“Ancora non ho capito bene. Un lord di Elisianbeth, un conoscente del maestro”
“Bene ora che ci siamo tutti possiamo andare”
“Dove “ chiese Dareh.
“Dove ci saranno le risposte alle vostre domande”
Coman si avvicinò al vecchio faggio.
“Forza entrate dentro l albero”
Tutti lo guardarono stupiti.
“Ancora vi fate domande su Coman?”
Evelyn guardò tutti e si avvicinò al tronco. “Maledetto Sinto”
Fece un passo e sparì.
A uno a uno ancora perplessi si avvicinarono gli altri.
“Lord Abiss, Manû. State tranquilli non è teletrasporto “
Ridacchio il maestro. Ora erano entrati tutti.
Coman si voltò verso il bosco. Due occhi rossi lo fissavano. “Sei arrivato di nuovo tardi”
Entrò nel faggio che sparì alla vista, mentre un dardo infuocato attraversava la materia esplodendo in un incendio.

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