Le Tre Chiavi

VII

Buio e odore di muffa. I cunicoli dei sotterranei non potevano offrire uno scenario differente.
Entrarci era stato alquanto semplice. Mentre Evelyn teneva occupati gli ultimi Bianchi, David usando quella poca magia non intaccata dal alito del Diavolo creò una apertura sulla pavimentazione. Una volta dentro la fecero saltare.
I sotterranei erano cunicoli e volte districati per tutta la cittadella. Erano tanto stretti da dover costringere i ragazzi a procedere in fila. Manû guidava il gruppetto andando spedita e sicura.
“Manû come fai a essere certa di dove sei diretta”
Gli chiese David
Evelyn ridendo rispose per l amica.
“Chissà quante volte con Dareh ha percorso queste vie”
La giovane navigatrice ebbe giusto il tempo dì abbassarsi per evitare la sfilettava di energia lanciata da Manû.
“Nervosetta. Comunque dove ci stai portando”
“Siamo arrivati”
Manû si fermò in un piccolo spiazzo dove le volte formavano un piccolo incrocio a quattro vie.
“Quale cunicoli prendiamo ora” chiese David mentre controllava con circospezione le entrate.
“Nessuna siamo sotto il refettorio del Accademia”
“Siamo sotto l Accademia ?” Disse Evelyn guardando verso l alto.
“David intese le intenzioni di Manû.
“Ma certo il refettorio è collegato con le mura della cittadella. La vetrata sud affaccia direttamente sul bosco di faggi.”
“Esatto, con Dareh usavamo spesso questa via” con un gesto della mano la strega aprì nella parete quello che sembravo un antro, la luce del sole innondó i ragazzi.
“Quindi” prendendo la parola Evelyn. “Noi usciamo da questa via di fuga e dopo?”
“Tu con il tuo teletrasporto ci porti via da qui”
“E per andare dove” chiese Evelyn.
Manû fece spallucce a questo non aveva pensato.
“Credo di avere la soluzione a questo” le interruppe il ragazzo .
“Il maestro mi ha mandato qua per una piccola missione. Una volta fatto avevo l ordine di recuperarvi e allontanarci dalla cittadella.”
Mostrò un cristallo di luce bianca che stringeva in un pugno.
Evelyn rimase di sasso. “Un ponte di cristallo”
Manû guardò quello strano oggetto con curiosità. L amica la tirò per un braccio.
“Non essere troppo ammaliata. È un oggetto di magia antica che ha un prezzo salato da pagare”
I ponti di cristallo erano passaggi rapidi e veloci. Il cristallo veniva riempito di arte magica del teletrasporto. Una volta frantumato il cristallo l arte navigatrice fluiva nello spazio e nel tempo arrivando a destinazione.
Quello che Evelyn sapeva al contrario dei compagni e che l arte magica veniva estratta direttamente dai navigatori. Più ne veniva estratta dal soggetto più quest’ultimo si indeboliva fino ad arrivare alla morte.
In un passato remoto molti navigatori vennero perseguitati per i ponti di cristallo.
“Va bene che aspettiamo allora”
“Aspetta il maestro aveva a dato anche a me una missione” Evelyn tornò a guardare verso l alto.
Manû diede un colpetto all amica. “Allora?”
“Dovevo prendere un ciondolo”
“Un ciondolo?”
“Si, in camera tua”
“Cosa?”
“Sentite ragazze è così importante recuperarlo? Non credo sia salutare entrare nel Accademia ora”
“Lo era per Coman” disse a denti stretti Evelyn.
“ va bene, dobbiamo restare uniti e in contatto mentre frantumiamo il cristallo”
Evelyn abbracciò a se Manû cingendola forte per i fianchi.
“David tieniti pronto quando salteremo fuori frantuma il cristallo”
Saltrono fuori usando il passaggio dei due amanti, la luce del sole li inghiottì, una luce accecante. Poi il nulla.

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