Film girati sul calcio ne sono stati girati pochi, sinceramente un motivo c’è. Quei pochi prodotti purtroppo non sono stati all’altezza. Per gli esperti del campo cinematografico il problema è il calcio stesso. Uno sport troppo dinamico e con troppi protagonisti, dura da immortalare l’essenza di tutto in una cinepresa. La soluzione è sempre stata affiancare una sorta di storia che accompagnasse le vicende del protagonista, una trama parallela. La maggior parte delle volte senza successo.

In realtà è quello che succede anche in English Game, solo che in questo caso per bravura degli autori, la trama pararllela è centrata con lo sport e tutto quello che gravita nella società inglese di fine 800. Già perché i fatti raccontati nella serie sono realmente avvenuti, come i suoi protagonisti realmente esistiti. Lo sceneggiato ci porta fin dentro le vicende che il calcio con la sua comparsa ha condizionato nel bene e nel male.

Tutti sappiamo che il calcio è stato inventato dagli inglesi, che ancora oggi si fregiano di tale titolo a tal punto di sentirsi in più forti… Ma tutti sanno che lo stesso è nato dalla nobiltà e per l’aristocrazia?

La serie è incentrata su due personaggi Kinniard e Suter. Il primo di nobile famiglia, squisito gentiluomo quanto feroce atleta in campo, eroe per i ragazzini londinesi probabilmente il primo idolo del gioco del calcio. Il secondo un tagliapietre scozzese di umili origini. Ambe due hanno la stessa caratteristica, sono abili da fare la differenza nel rettangolo di gioco. Kinniard già vincitore di 5 EF CUP, fonda l’imbattibile squadra Old Etonians. Suter invece è un giocatore atipico per il periodo, è l’unico che sa impostare il gioco partendo da dietro con una rete di fitti passaggi. Lo scozzese viene preso da una modesta squadra del Nord il Darwen,in gran segreto. Le regole del tempo non ammettevano pagamenti e professionismo, i nobili non ammettevano compensi in quello che era il loro gioco, un passatempo felice. La differenza tra le squadre è enorme, solo una fazione riesce a fare due pasti al giorno e a non fare lavori usuranti…

la serie ci indica tutti i retroscena della vita aristocratica e operaia di fine 800, tutto quello che è legato al calcio. Dalla crisi del cotone alle prime rivendicazioni sindacali.

È una buona visione, le scene di calcio non sono molte, questo forse la rende una buona serie. A volte, soprattutto nei primi episodi è un po’ lenta, ma se si resiste un pochino il risultato finale è buono.
Piattaforma Netflix VOTO 6,5 Consigliato si, ma senza patemi d’animo.

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