Correva l’anno 1984/85, come ogni anno l’estate del calcio italiano è in fermento per il mercato. Ancora non si sa , ma sta nascendo una favola! Una di quelle che anche a raccontarle pare impossibile.
Le squadre che puntano allo scudetto sono le solite, le blasonate. Le nobili del calcio italiano. Milan, Juventus e Inter.
Siamo in Veneto per la precisione a Verona, l’Hellas ha il merito di compiere quella che è definita da tutti un’impresa Titanica. Paragonabile a quella che aveva compiuto il Cagliari di Gigi Riva 15 anni fa, ma forse sarebbe meglio paragonarla a quella fatta da Ranieri e il suo Leichester qualche anno fa in Premier, anche se le Foxes hanno fatto sicuramente di più, visto che l’anno prima si salvarono all’ultima giornata dalla retrocessione. Non ci sono solo le milanesi e la Juve, è un campionato dove è presente il Napoli di Maradona e la solita Roma. Senza dimenticare le trasferte contro il Toro, Firenze e Genova. Insomma un campionato pieno di aspettative, di quelli ancora equilibrati, dove andare in provincia non voleva dire di tornare con il bottino pieno.

Il Presidente Guidotti da in mano la squadra al Mr Osvaldo Bagnoli, un ex calciatore proprio degli Scaligeri. Uomo che ha la provincia nel sangue e che ne fa la sua vita. Un calcio con pochi tatticismi e tanta volontà, qualche botta e ripartenze veloci. Insomma un classico catenaccio all’italiana. E perché no! In fondo solo tre anni prima quel gioco ci aveva fatto alzare la coppa più bella in Spagna! Il Verona in realtà è una mezza sorpresa, ha già stupito tutti, un finale di Coppa Italia persa contro la Juve, una qualificazione in Coppa Uefa è una stabilità nella classifica nella metà alta della stessa.

Come ciliegina sulla torta quell’anno arriva il terzino destro tedesco Briegel, che si dimostrerà decisivo per il gioco, ma sopratutto per le reti fatte, e il danese Larsen, uomo di classe ed eleganza. Senza dimenticare giocatori come Pierino Fanna e Galderisi o Elkjaer. In rosa anche un suggestivo portiere, forse il più suggestivo, ma anche uno dei più vincenti Claudio Garella. Di lui l’Avvocato Agnelli dirà. “Un portiere che non pare con le mani.”
Il Verona di Bagnoli scala la vetta fin da subito, raramente ha dei momenti di sofferenza. Una squadra tenace, dura e tecnica quanto basta. Un pareggio a Bergamo sarà la matematica per il primo e unico scudetto Scaligero.

Una favola tutta italiana, che noi amanti del pallone tendiamo sempre a dimenticare, guardando oltre là manica per certe imprese. Una storia romantica fatta di persone che della provincia sportiva ne hanno fatto una religione, che del proprio sapere non hanno mai fatto a meno. Umili dell’intelligenza che li contraddistingueva, proprio come un pallone, anche se sai che sta rotolando, non hai mai la piena certezza di dove possa finire.

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