C’è una Società che si dichiara progredita nella tecnologia e nel benessere quotidiano ( già qui si aprirebbe un mondo) che quindi di riflesso si appropria di un illuminismo personale negli usi e costumi che in realtà non sussiste. Abbiamo solo la vaga illusione di quello che potremmo essere, ma che non siamo.

La vicenda non era neanche così un fatto strano… purtroppo negli ultimi anni di vicende simili ne riscontriamo parecchie. Però è un fatto che rispecchia la nostra finta società. C’è dentro più o meno tutto.

Una periferia, quella milanese. Sono anni che emerge una pericolosità che non si vedeva dagli anni ottanta. Un gruppo di giovani cresciuti troppo soli e che hanno dentro una sorta di pensiero di aver raggiunto la maturità per stare al mondo. Un gruppo di extracomunitari che in regola o no, fanno fatica ad integrarsi. Sarò sincero a volte noi italiani mettiamo dei paletti perché questo non accada! A volte però c’è chi non ne vuole sapere della parola integrazione e questo è chiaro come il sole.

Siamo a Novate Milanese, una ragazza di 19 anni adesca un giovane pakistano in una sera calda d’estate. La ragazza dichiarerà più tardi di aver accettato l’incontro per la compravendita di un cellulare, all’incontro si sono presentati anche il fidanzato è un suo amico che secondo il racconto ai Carabinieri si sono tenuti a debita distanza. L’Affare si conclude con il giovane asiatico riverso a terra in una pozza di sangue e un coltello a serramanico trovato poco più in là.

Naturalmente lo sciocco racconto dell’affare non regge e lascia il tempo che trova. Si scopre abbastanza facilmente che il ragazzo pakistano questo inverno con altri suoi complici ha abusato sessualmente della ragazza. Ciò mette una logica, da condannare assolutamente, ma da un filo logico alla vicenda. Quello che sorprende e che mette in discussione i nostri tempi è questo modo di operare più che discutibile.

una ragazza viene violentata da un gruppo di suoi coetanei fino a quel momento sconosciuti. Non vi è alcuna denuncia dell’accaduto, già questo nascondere fa riflettere. Arriva il momento della vendetta, fredda e pianificata, nei minimi dettagli. Anche il racconto della compravendita del cellulare è stato precedentemente accordato. Salta fuori che quando ci fu la terribile aggressione, fu la stessa ragazza , ubriaca a far entrare a casa sua i violentatori, che vista la situazione ne hanno approfittato. Sembra una vera e propria faida da serie tv, di quelle che trasmetti oggi, di quelle che ci portano a tifare ed adorare il figlio del grande Boss che sta scalando la famiglia per il potere! Quelle che ci fanno amare ladri mascherati che sparano e uccidono. Nel frattempo a soli 19 anni nella realtà di tutti i giorni si può pianificare di uccidere, mentre dall’altra parte violentare una donna solo perché ubriaca sembrerebbe cosa normale.
Allora mi viene da pensare, ma è davvero questa la società progredita che tanto ci vantiamo d’avere? Giovani lasciati a loro stessi perché reputati già grandi. Famiglie che non hanno il polso o semplicemente la voglia di indirizzare su certi binari i propri figli. Gruppi che pensano di avere in mano il mondo, per poi scoprire che nel 2020 fanno fatica a leggere e contare.
Davvero stiamo pensando che a 19 anni non sono ancora una bambina, che ha bisogno dell’aiuto o dell’appoggio di una giusta famiglia, di una giusta società.

1 commento

  1. Ho letto di questa storia, e io a proposito direi “alla faccia del progresso sociale”. Rispondere alla violenza con la violenza è roba da medioevo. Da donna mi rendo conto che subire violenze di questo tipo è terrificante e nessuno può sapere finché non lo prova sulla propria pelle ( e ovviamente non lo auguro a nessuno), ma la scelta migliore è sempre rivolgersi alle forze pubbliche, che risponderanno con giustizia e non con vendetta ( che credo essere molto più logico e adeguato al periodo storico corrente) Grazie.😊

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