Dopo un periodo di prova in quattro Regioni, fallimentare. Dopo un ricco tema di polemiche alcune da “aneddoto da osteria”. Sbarca finalmente su tutto il territorio nazionale, lApp conta-contagi, Immuni!

Come funziona Immuni, un momento adesso la scarico ed entro a far parte di quei 2,5 mln che lo hanno già fatto. Una comunità, fosse fosse un nuovo social?

Molto bene, scaricata e provata. L’idea è quella che più o meno mi ero fatto leggendo qua e là le varie opinioni. Gran bella ca..ta! Non per l’idea, di per se è ottima. Riuscire a tracciare i probabili contagiati, i loro movimenti e le loro relazioni, innescando così una catena d’informazioni precisa, non è male. Sopratutto ora che si sta tornando ad una vero simile normalità e quindi vuoi o non vuoi la distanza sociale viene costantemente a mancare. Purtroppo il problema è un altro, di fatto il sistema si basa sulla auto coscienze del singolo cittadino. Che vuol dire? Detta in soldoni , l’applicazione genera un codice segreto per ogni dispositivo, così da proteggere la privacy dell’utente. In caso di positività il sistema scambia il codice con altri dispositivi in un raggio di due metri, inoltre viene inviata una notifica qualora ci fossero stati contatti nei giorni passati sempre a una distanza di due metri. Tutto bello, tutto fantastico se non fosse che il singolo soggetto non sia obbligato a comunicare la propria positività .

Ma che vuol dire? Mettiamo che io riceva la notifica di essere stato a contatto con un positivo e che quindi sono ad alto rischio contagio. La notifica prevede il consiglio di comunicare immediatamente con il tuo medico, sarà lui a valutare il da farsi. Lo stesso ti chiederà il codice generato dall’App così da informare gli organi predisposti, dando per scontato che il tuo dispositivo stia già inviando tale informazione. Ed è qui che casca l’asino, già perché non esiste nessun obbligo a riguardo, è solo un consiglio, basato come si diceva sulla coscienza del singolo. Non c’è l’obbligo di divulgare il codice, neanche durante la visita del tuo medico o dell’intervento dei soccorsi. Non c’è l’obbligo della quarantena, quindi non sono sanzionabile. Praticamente se sono a rischio infezione quindi contagioso, per mio volere posso bellamente in tutta tranquillità rimanere un fantasma. Magari mettendo a rischio qualche vita, ma la sacra lotta della privacy anche questa volta ha trionfato.

La prima cosa che fa pensare è la scarsa utilità del sistema. Il fatto che si mantenga l’anonimato del soggetto è buona cosa. Il fatto che sia su base volontaria, insomma. Il fatto che l’eventuale comunicazione sia by passabile è assurdo. Le stesse andrebbero contro quelle regole imposte durante la pandemia. Il periodo è questo, forse bisognava essere più duri e diretti in alcune circostanze e io toglierei il forse. Anche perché parliamoci chiaramente, in quanti si metterebbero in auto quarantena oggi?

Devo dare ancora una volta ragione a Zaia Ahimè, comunque leghista che sia, è forse l’unico che ha dimostrato un po’ di testa. I numeri del Veneto parlano chiaro e i numeri non sbagliano mai. Quando dice che è solo un accozzaglia di casini e che porterà solo confusione.

Ci si è indignati per i disegni usati poco rispettosi verso le donne e giù polemiche. Sinceramente si poteva davvero soprassedere.

Ci si è lamentato per una eventuale abuso sulla privacy e poi accettiamo tutti i cookie possibili e immaginari, mentre il nostro dispositivo è sempre connesso per far saper al mondo dove mi trovo ogni istante.

L’App non credo sia stata gratuita per il nostro governo. Se penso che per stilare un discorso ci siamo forniti dal Grande Fratello, figuriamoci creare un App.
Soldi dei contribuenti spesi inutilmente se queste sono le premesse.

Intanto nel mondo stanno ricominciando focolai preoccupanti, forse un po’ meno ipocrisia e un po’ più disciplina? Sarebbe stata utile in questa situazione.

A meno che, se il fiasco dovesse essere peggiore, si aggiungono due foto e abbiamo un nuovo Tinder tutto italiano….

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