È l’Italia del crescente partito fascista, ormai padre padrone da un anno del Belpaese. È l’Italia che si affaccia a quello sport qual è il calcio in modo sempre più cosciente e forte.

Quattro anni prima si sono tenuti i primi mondiali di calcio, in Uruguay. Vinti proprio dai padroni di casa, veri maestri di quell’epoca, per molti anche di gran lunga superiori a quelli che si abrogavano il diritto di essere i migliori, solo per aver dato origine a questo meraviglioso Sport. Gli Inglesi non hanno mai digerito tutto ciò, boicottando le prime edizioni dei mondiali, denominata ai tempi Coppa Rimmet.

1934 sulla spinta sempre più forte degli organi fascisti i mondiali vengono assegnati all’Italia. Per il Fascismo è un occasione unica per la sua propaganda nazionale ed estera. C’è anche da dire che in Europa gli unici ad avere le strutture pari al mondo inglese sono proprio gli Italiani.

la Nazionale composta dal blocco Juve che in quegli anni dominava in territorio nazionale, è da gente come Meazza e SchiavIo non parte con i favori del pronostico. Vero non c’è l’Uruguay e Argentina e Brasile mandano formazioni di dilettanti, ma chi fa davvero paura sono le squadre dell’est Europa oltre all ‘Austria vincitrice dell’ultima edizione del torneo internazionale tra Nazionali.

il Commissario Tecnico degli azzurri è Vittorio Pozzo. Tecnico riconosciuto per la sua bravura nell’interpretazione del gioco di quegli anni.

Il cammino dell’Italia è duro, ma i ragazzi di Pozzo ci tengono a fare bella figura davanti alla loro gente. Battono agevolmente gli Stati Uniti , ci attende la Spagna del Portiere Zamora, ci vorrà la ripetizione della gara per superare gli Iberici. Superiamo a fatica l’Austria e arriviamo alla finalissima di Roma.

Gli avversari sono temibili oltre che tecnicamente fortissimi. La Cecoslovacchia! La partita è dura come ci si aspettava, gli azzurri chiudono il primo tempo in svantaggio.

La ripresa è una partita da buttare il cuore oltre l‘ostacolo, l’Italia a sorpresa riesce a ribaltare il risultato con Orsi e Schiavio.

Gli azzurri sono sul tetto del Mondo a casa loro! Pozzo e i suoi ragazzi hanno fatto l’impossibile. Si ripeteranno quattro anni dopo in Francia, dando a Vittorio Pozzo l’immortalità del CT più vincente della Nazionale Italiana.

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