Quei film di Hollywood che inneggiavano a democrazia e libertà…..

Il sogno americano…cosa è successo al sogno americano! La mia generazione è cresciuta con il mito USA, terra di conquista, dove tutto era possibile. Dove chi era partito negli anni ’20 con una valigia di cartone poteva fare i “DOLLARI” quelli veri! Terra dove l’opportunità era di casa, in ogni angolo. Sapevate che già la Lincoln del ’62 aveva i finestrini elettrici e l’aria condizionata? Cosa sta succedendo a quella che era l’indiscussa potenza mondiale.

Il caos, le grandi metropoli sono da qualche giorno immerse in un inferno da film anni 70. Protestanti contro poliziotti. Aspettiamo l’eroe?

George Floyd è l’ultima morte che infiamma l’America. Il mondo si indigna e ha ben ragione.

Solito pomeriggio da Covid a Minneapolis, George va a comprare il solito pacchetto di sigarette, nel solito negozio. Il lockdown ha i suoi effetti anche nel paese delle meraviglie, il quarantaseienne George di professione buttafuori, come molti ha perso il lavoro. Si sa che nel paese delle opportunità se non hai un lavoro l’unica scelta è la povertà, e se sei povero la maggior parte dei tuoi diritti… insomma… ma questo è un’altro discorso. Al momento di pagare George usa una banconota da venti dollari, che risulterà falsa. Scatta la prassi, la chiamata al 911. Qui in realtà non si capisce se la banconota è stata volutamente usata o se lo stesso George non era a conoscenza della non regolarità della moneta. In realtà non importa, il caso vuole che quel giorno non ci fosse il proprietario del negozio, George era un cliente abitudinario conosciuto, il ragazzo alla cassa ha eseguito alla lettera la regola. Arrivo della polizia e fin qui tutto bene, George viene ammanettato e fin qui tutto bene, non c’è nemmeno un briciolo di reazione da parte dell’arrestato. Arriva il momento di entrare in macchina per essere trasferito in centrale. Ecco dove inizia l’indecenza! Floyd inizia a fare resistenza, dichiara di avere problemi di claustrofobia. Cavoli in realtà c’è ancora tanto margine per riprendere nei toni civili la situazione, ed è quello che fanno i poliziotti che hanno preso in consegna George, stanno cercando di calmarlo semplicemente parlandogli. Fino a che non arriva, come possiamo definirlo, non mi viene niente in mente. Forse non vale nemmeno chiamarlo con il suo nome, ma si NULLA credo vada bene.

Quindi arriva NULLA e combina qualcosa di davvero inaudito, non ci si può credere! Eppure quello sotto di te sta implorando aria, sta implorando la vita. Perchè, insomma l’omone di quarantasei anni e steso a faccia in giù ed è ammanettato a cosa serve quel ginocchio, a cosa servono quegli otto minuti di tortura, di follia.

Noi giudichiamo e puntiamo il dito, ma se non ricordo male ci sono stati un paio di casi anche in Italia, simili. Il caso Cucchi e il caso Aldrovandi. Attenzione ho detto simili. Ho letto in questi giorni in molte testate la comparazione tra i casi, io ho un mio pensiero e non credo che siano troppo uguali. C’è un diverso concetto di giustizia e di operato nell’attuarla tra i due paesi. E c’è qualcosa di più importante, la cultura della persona è completamente diversa, il modo di vivere e di pensare sono a volte estremamente diversi. Su una cosa sono uguali i casi, la morte per opera di un sistema che dovrebbe difenderti e non ucciderti INGIUSTAMENTE. Per fortuna in Italia sono stati casi isolati, dove per onor di cronaca l’omertà è stato il problema principale. Quel vizio tutto italiano di provare a insabbiare i disastri che si compiono. Si poteva arrivare molto prima alla verità, alla giustizia. Anche se e questo è un mio parere personale, una volta che ho ottenuto giustizia, sinceramente cosa me ne faccio! Mentre negli USA questo abuso di potere è continuo e ripetitivo. Continuo e ripetitivo. Continuo e ripetitivo.

AH scusate ho dimenticato una cosa importante. George Floyd “è” NERO!

Già un AFROAMERICANO. Pensa un pò che caso. Quando dico la diversità culturale dell’abuso di potere mi riferisco proprio a questo. Cerco di spiegarmi meglio. Gli Stati Uniti D’America sono una nazione che ha le più disparate razze al suo interno, l’americano comune dei giorni nostri probabilmente ha origini in ogni parte del mondo. E di questo è sempre stato un esempio per tutto il mondo. Cavoli una potenza tale che ha diverse origini e razze, è fantastico. Se non che, la realtà ci porta a chiederci se queste razze davvero riescano a convivere tra di loro. Si parla sempre di italiani, irlandesi, ispanici e cinesi. Polacchi, messicani e neri. Nativi, che poi non sono nativi perchè i veri nativi sono stati o sterminati o chiusi in riserve. Ah la comunità ebraica. E come se fossero tutti divisi in clan come se si ghettizzassero da soli. Tanto se succede qualcosa ogni tanto è colpa degli ebrei , ogni tanto qualche messicano, ma per il resto dove c è un NEGRO c è un reato.

Ho sempre sentito parlare della durezza e fermezza della polizia negli stati americani. E qui culturalmente bisogna riflettere ancora una volta. Se un paese ha una media di omicidi ogni 39 secondi, se un giovane ragazzo o una persona normale ha la possibilità di avere una pistola o comprarsi un fucile. Se prima di entrar alle scuole medie devo passare sotto il Metal detector, un agente di polizia che esce la mattina di casa ha forse una concezione di vita diversa? Chi mi prepara sa che devo gestire un tale stress. Chi comanda il Paese sa che forse è pieno di contraddizioni ed errori?

Le manifestazioni popolari che si stanno attuando in questi giorni nelle grandi metropoli, tipo guerriglia urbana, perchè è questo che sta avvenendo sono da condannare. Protestare per l’odio razzista è ammirevole è giusto. Spaccare, aggredire e rubare non lo è neanche nel pensiero. Anche perchè chi comanda (scelto democraticamente da la popolazione americana) è riuscito a dire “se si passa a razziare, si passa a sparare”. Abbiamo avuto un esempio proprio negli USA, che scendeva in strada a gridare “I HAVE A DREAM” e gli anni erano molto più pesanti e pericolosi. Non dimentichiamo tutto come se fosse il passato!

Questo non vuole essere un articolo di giudizio o altro. Chi sono io per farlo. La mia stima per gli americani è ancora forte, certo avvolte la loro cultura è dura da accettare, ma neanche loro sono dei Santi e chi lo è per davvero. La gratitudine del passato per aver contribuito a rendere l’Italia e una parte del mondo libera andrà sempre riconosciuta. Spero solo che camminare su quel filo di lama prima o poi cessi. Che quella cultura di pensiero faccia un passo avanti, qualcosa dovrà cambiare. La maggior parte degli americani, neri, bianchi , rossi , gialli, verdi e blu. Non merita tutto questo.

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