Il 2 Giugno 1981 ci lascia per sempre Rino.

Il 2 giugno è una data sicuramente da ricordare. Festeggiamo la nascita della REPUBBLICA Italiana. Il ricordo di chi “Ieri” ha lottato con ardore e coraggio deve essere ancora forte, la gratitudine deve essere commisurata alle fatiche di chi ci ha donato tale tesoro. Oggi vedo solo chi si prodiga alla decrescita di questo sentimento, allora è il ricordo a 39 anni dalla sua scomparsa, di un artista che con la sua musica e sottile ironia ha contribuito a fari sentire ancora più italiani.

Rino nasce nella sua Calabria nel 1950, Crotone gli rimarrà sempre nel cuore, sarà sempre la sua aria per i polmoni. Ancora bambino segue i genitori nella grande eterna città, Roma. I genitori sono impiegati come portinai di uno stabile in via Nomentana. Il “DESTINO” ha un’ironia più forte di ogni cosa. Dove una povera famiglia troverà il conforto del benessere, pagherà il prezzo più alto della tragedia.

Rino è annoiato sulla strada dei suoi studi tecnici, la vita da geometra non è il suo futuro. La distrazione più forte, quello che lo fa incendiare dentro è il “PALCO”. L’approccio alla chitarra , le prime canzoni, il teatro.

Le prime esibizioni saranno al rinomato FOLKSTUDIO di Roma, dove incontrerà quelli che in un futuro saranno suoi colleghi. Gente del calibro di Antonello Venditti e Francesco De Gregori. La sua carriera incomincia una lenta salita al successo. Incide i prime due testi “I love Maryanna” e “Jaqueline” con lo pseudonimo di Kammamuri’s

Il suo primo album “Ingresso libero” non ha la risonanza sperata, ne dal pubblico ne da gli addetti ai lavori. L’Italia probabilmente non è ancora pronta per la sua arte. I giovani cantautori del tempo attuano una forma artistica di protesta. Testi forti e duri per affrontare l’epoca di rivendicazioni e manifestazioni, di idealogia e lotte politiche. I suoi testi più morbidi e più aperti alla platea, sono da considerarsi più oggetto da “CANTASTORIE” che da cantautore. L’ironia velata nel raccontare il sociale e i suoi disordini, esplode nella comprensione del testo.

Il successo arriva ben presto. Rino porta una sorta di aria fresca sui palchi e nelle case. Il colore dei suoi testi colpisce come un pugno diretto sul viso. Nasce “Il cielo è sempre più blu” testo che non verrà mai inserito in nessun album. L’ascesa continua, a breve tempo uscirà un’altro capolavoro “Mio fratello è figlio unico”.

Passati i primi anni di carriera Rino ha una maturazione artistica che però no gli farà mai abbandonare il candore della sua licenza poetica degli esordi. La particolare ruvidezza della sua voce e la sempre più aria scanzonata e divertita dell’uomo fa di lui un personaggio. Trova un decisivo appoggio nel suo essere al Festival di Sanremo. Si presenta al pubblico sanremese vestito in camicia a righe rosse, frac, cilindro e scarpe da ginnastica. Il brano è “Gianna” conquisterà il terzo posto.

Il successo di Rino è inarrestabile, si susseguoeno capolavori e collaborazioni. Nasce il lavoro di “Nuntereggaepiù” un colossale sberleffo al ritmo Raggae, contro tutto e tutti. Da Gianni Agnelli fino a Berlinguer, passando dalla P2 fino alla P38.

Il 1981 porta Rino in tournèe con Cocciante, la consacrazione per il cantastorie calabrese è ai massimi livelli.

L’ironia della sorte e il destino che hanno sempre accompagnato Rino si scatenano come un temporale in piena Estate. Uno dei suoi primi successi al Folkstudio di Roma è “La ballata di Renzo”. Narrava la storia di un giovane che dopo un incidente automobilistico non trovava nessun ospedale pronto ad ospitarlo…..

La notte del 2 Giugno percorrendo quella via di Roma dove una famiglia aveva trovato il benessere, la tragedia si consuma! In via Nomentana la Volvo 343 sbanda e si va a schiantare contro un autocarro. La vita del Cantastorie Rino Gaetano si spegne, incontrando la morte in un tragico epilogo. Ben CINQUE ospedali quella notte rifiuteranno il suo ricovero…..

Ricordare il 2 giugno nella festa della Repubblica chi per un momento ha avuto il coraggio di denunciare e annunciare la vita sociale e i suoi problemi, chi ha saputo raccontare con le sue storie con leggerezza e ironia la vita o la guerra di tutti i giorni. Mi sembra più che doveroso.

UN AUGURIO PER QUESTO GIORNO SPECIALE, NEL RICORDO DI CHI ANDREBBE PRESO COME ESEMPIO .

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