LA FINALE DI SEMPRE

Si sono già incontrati più volte in campo, saranno in totale quattordici volte. L’equilibrio tra i due fenomeni è straordinario, sette vittorie a testa. Uno dei pochi dualismi sportivi che non avrà mai un vincitore. Partite memorabili, duelli affascinanti di uno sport come il tennis, nobile e affetto da colpi di classe. Sport che lo svedese Borg e l’americano McEnroe portano con le loro gesta all’apice del suo splendore, influenzando pensiero, moda e carattere di quegli anni.

Stili diversi a confronto. Mentre l’Angelo svedese Borg, già sulla cresta dell’onda da tempo, è un giocatore controllato e calmo, con la particolarità di iniziare le partite sempre in sordina. Il Demone americano McEnroe è impulsivo, nevrotico e a volte arrogante con tutto quello che lo circonda, aggredisce l’avversario con i suoi colpi fin dalle prime palle.

John McEroe. Entra a far parte del firmamento tennistico in breve tempo, il primo successo arriva agli US Open del 1979, dominando u’altro dei suoi avversari prediletti, il connazionale Jim Connors. in un primo momento gli venne affibbiato il soprannome di The Genius” per la spettacolarità del suo gioco. il nomignolo li venne poi cambiato col passare delle partite in SuperBrat” (Brat sta per moccioso) vista la sua costante tendenza ossessiva alla contestazione.

“IL DOVER CHIEDERE SCUSA NEL TENNIS, ANDREBBE ABOLITO.”

Bjorn borg. Una specie di Cyborg nell’universo del tennis. Freddo e silenzioso, letale nel campo. Soprannominato “l’Uomo di Ghiacco”. Tutto il contrario della persona fuori dalla righe di gioco. Amante degli eccessi. Droga, sesso ed alcol al limite del possibile. Ritiratosi quasi inspiegabilmente all’età di ventisei anni. Nonostante gli undici Slam vinti fino al 1980 e che fosse il Re incontrastato del Tennis.

“E’ COME SE BORG PRIMA TI ADDORMENTASSE, PER POI PRENDERTI A MARTELLATE.”

WIMBLEDON 1980

La Partita, la finalissima. Come al solito lo svedese parte lentamente, questa volta anche troppo. Perde 6-1 il primo set e sta quasi per capitolare anche nel secondo. All’improvviso come se si fosse destato da un lungo sonno incomincia a “martellare” l’americano. McEroe dopo aver dominato nel primo set e avere in mano il secondo, incomincia a subire il ritorno dell’avversario. La prassi per il giovane “SuperBrat” è la stessa da copione. La pazienza e la calma vanno a farsi fottere. Si conclude anche il terzo set, incredibilmente l’Angelo conduce 2-1 sul Demone. Quello che succede nel quarto è la meravigliosa storia di tutto il Tennis. McEroe salva ben tre Match point, portando il set sul 6-6. Per la prima volta nel torneo inglese il tie breack viene giocato proprio sul risultato di 6-6. Nessuno dei due contendenti ha intenzione di mollare un centimetro, questo fa si che il tie breack sia giocato punto su punto, in un lunghissimo, agognante e emozionantissimo duello. Il Demone americano avrà la meglio con il punteggio di 16-14.

La partita potrebbe cessare già qua. Il pubblico potrebbe essere già sazio. Il mondo potrebbe aver già visto tutto… ma nel Tennis purtroppo il pareggio nella partita non è contemplato. Uno dei due dovrà essere il campione.

Nonostante tutti avessero scommesso su McEroe per via dello slancio dovuto al tie breack appena concluso. Con un ultimo spunto della sua forza, Borg arriva ad avere la meglio trionfando nella finale con il punteggio di 8-6 al quinto set.

Due Campioni che hanno dato vita alla partita più emozionante mai vista. Sul tavolo c’era tutto. Talento, stile, carattere e la personalità così forte e allo stesso tempo così diversa di due personaggi incredibili.

ANCORA OGGI NEI CORRIDOI E SUI CAMPI DI WIMBLEDON SI PARLA DI QUELLE GESTA. COME SE NON FOSSE PIU’ UNA PARTITA, MA UNA STORIA IMMORTALE.

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