Accadde oggi: 28 Maggio 1980. Il giornalista Walter Tobagi viene freddato dalle BR.

Aspettammo Tobagi per circa 45 minuti, Dopodiché ci accorgemmo di lui mentre usciva dal portone. Lo aspettavamo al di là della strada alla fine di un attraversamento. Tobagi all’ ultimo decise di cambiare strada e si allontanò parecchio dal punto dove eravamo appostati. Questo ci mise inizialmente in crisi, fummo costretti quasi a inseguire il bersaglio improvvisando una corsetta. Raggiungemmo la vittima, io mi arrestai a cinque metri circa, mentre Fabio continuò a correre iniziando a sparare. Sparò tre colpi cercando di mirare il più possibile al cuore. Vidi Tobagi fare due passi e poi rovinare a terra. Il mio compagno tentò di sparare ancora ma la sua pistola si inceppò.A quel punto sparai io altri due colpi, ma la mia sensazione mentre scappavamo fu quella che il giornalista fosse già morto.”

Queste sono le parole di Marco Barbone, terrorista rosso. All’epoca 22 anni appena compiuti.

l’omicidio rivendicato dalle Brigate Rosse con un volantino di sei pagine, annunciava la morte dell’inviato speciale del Corriere della Sera, dichiarandolo “Terrorista di Stato”.

Siamo nel decennio tra il 1970 e il 1980. La passione politica, la voglia di cambiare le cose era forte nei giovani di allora che vivevano per veri ideali seguendo l’onda del sessantotto. Vere e proprie lotte politiche tra classi di diverso pensiero. C’ era l’amore e la totale fiducia per il proprio partito, per il proprio schieramento. Qualche scaramuccia poteva capitare no che non c’è ne fossero. Purtroppo con l’andare del tempo alcune frange di destra e sinistra divennero sempre più estreme, sempre più autonome e sempre più violente. In questo macabro caso sono coinvolte quelle che allora erano le Brigate Rosse. Una sinistra violenta e incapace di compromessi. Se ci mettete la destra più estrema quella Fascista e una Mafia che con Cosa Nostra stava diventando sempre più organizzata, capirete che pur essendo un epoca bellissima erano anche anni di paura e tragedia.

Chi era Walter Tobagi e cosa ha mai fatto per meritare un esecuzione.

Nato a Spoleto nel dopo guerra si trasferisce fin da i primi anni della sua vita a Milano.Qui fin dalla adolescenza coltiva la passione per il giornalismo. Durante il ginnasio nel rinomato istituto Parini, diventa capo redattore del giornale scolastico “La Zanzara”. Finiti gli studi venne assunto dalla testata Avanti durando però solo due miseri mesi, per trasferirsi all’Avvenire. Qui emerge la grande qualità del giornalismo di Tobagi, scrivere di qualunque cosa appassionandosi alla materia senza mai schierarsi. Qualità che portarono il giornalista a prestare servizio al Corriere, dove divenne un inviato speciale per raccontare le gesta o le follie della sinistra armata, delle BR.

Lo stesso Tobagi sapeva di essere nel mirino delle Brigate, ma volle comunque continuare nel suo lavoro, dedito all’informazione.

Barbone nel suo ruolo di pentito dichiarò al pubblico ministero perché scelsero l’inviato speciale, la lista dei nomi era lunga e a loro serviva un soggetto che doveva dare un segnale alla “Stretta Morsa” che per loro lo stato stava attuando.
La scelta cadde su Tobagi per la sua intelligenza. I suoi articoli non erano finalizzati ad aizzare l’opinione pubblica o a infangare la sinistra. Ma riuscivano a funzionare come sonda all’interno della sinistra rivoluzionaria. Andava annientato!”

ANNIENTARE, verbo che le brigate usavano per sostituire uccidere! Far sparire l’uomo e le sue idee da tutto e da tutti.

la goccia che fece traboccare il vaso fu un intervento del giornalista a Genova. Dove commentò l’uccisione di quattro brigatisti nella strage di via Fracchia. Scrisse poi un articolo:

E come se perfino un sentimento di pietà non possa trovare spazio, ed è la conseguenza più avvilente di quella strategia perversa che ha voluto puntare sulla lotta armata”.

L’ironia della sorte fu che il commando della sua esecuzione si chiamasse Brigata 28 Marzo, proprio in onore dei compagni caduti in via Fracchia.

Walter Tobagi è stato uno di quegli uomini di cui troppo poco si parla. Una di quelle persone che ha donato la “Libertà” di esprimersi e pensare con il suo sacrificio. Dove invece che imparare e apprendere, abbandoniamo quella strada per attaccare e offendere.

2 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...