DONALD, GARANTE DI LIBERA OPINIONE?

Intanto a Minneapolis

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DIROTTARE L’OPINIONE PUBBLICA ATTACCANDO UCCELLINI E FACCE DA LIBRO.

Donald Trump presidente degli USA. Figura che tempo addietro rappresentava l’uomo più potente della terra e che ora rappresenta figure… insomma ci siamo capiti. 

L’ultima grossa mi pare legata alla Pandemia. Davvero perché non iniettare litri di amuchina nel corpo per sconfiggere il virus. La faccia della dottoressa al suo fianco è valsa più di milioni di commenti!

Fatta questa umile introduzione passiamo alla questione che nelle ultime ore ha sollevato il Presidente. L’annoso problema di quei “dittatori” dei Social Media.

Mentre il mondo dovrebbe essere indignato (e lo è) più informato (e non lo è) per l’ennesimo fatto di abuso di potere legato ahimè al razzismo, accaduto in questi giorni a Minneapolis, da parte di chi dovrebbe invece garantire la sicurezza della comunità. La notizia oltreoceano che fa più clamore è il duro attacco con minaccia di chiusura da parte della Casa Bianca alle maggiori aziende Social. Ah intanto a Minneapolis continuano le manifestazioni con duri scontri, pare e prendetela con le pinze che ci sia scappato un altro morto.

Se non è un depistaggio di notizie questo.

Trump si è furiosamente contrariato dopo che Twitter per la prima volta nei suoi tre anni di presidenza ha contestato un suo post.

Me lo vedo già Donald arricciare il suo musetto sfregandosi le mani. Mossa che cade come manna dal cielo, e via con l’indignazione. Sappiamo bene quanto i Social Network ad oggi siano una fonte di idee e opinioni. Strumenti capaci se gestiti in un certo modo di canalizzare il pensiero comune sulla strada che viene indicata. Per il Presidente americano i Social stanno tappando la bocca ai “Conservatori” a pochi mesi dalle elezioni. Si parla di un eventuale decreto contro i Media con la minaccia di chiusura degli stessi.

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Il CEO di Twitter Jack Dorsey annuncia senza timore alcuno “Continueremo a segnalare informazioni errate o contestate sulle elezioni a livello globale.” Rispondendo anche al suo collega Mark Zuckemberg molto meno coraggioso che in un’intervista alla Fox a dichiarato “ la mia piattaforma non deve essere arbitro della verità di quello che la gente dice online.”  Vero anche questo Mark, ma un minimo di responsabilità per essere un divulgatore di notizie? Forse e dico forse, se vieni attaccato da uno come Trump nella sua posizione un minimo di “braccino corto” ti viene. Se poi c’è il tuo impero accusato…. bah!!!

Attenzione, il pensiero che la maggior parte di noi ha  su Trump potrebbe essere errata. Nonostante ogni tanto dichiari delle immense “vongole” tipo settimana scorsa “faremo qualcosa contro la Cina”, non prendetelo per uno che non sa il fatto suo. Uno stupido non diventa presidente degli USA, non ha un impero da milioni di dollari o un grattacielo che porta il suo nome nel centro di New York.

Tutto ha un fine uno scopo.  “Se attacco la Silicon Valley, magari riusciamo a parlare meno di altro.”

Intanto a Minneapolis……..

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