Lo “Sgorbutico”veloce!

La macchina sembrava impazzita. In uscita di curva a tutta velocità, mentre cercava di guadagnare posizioni qualcosa era andato storto. Non la controllava più. Cercava disperatamente di stringere il volante, consapevole che non sarebbe servito a nulla. La Sua Ferrari In un vorticoso mortale sbatteva contro una roccia , per poi attraversare la pista fermandosi sull’altro ciglio della strada.

Odore penetrante di benzina, poi le fiamme scatenate come l’inferno tutte intorno all’abitacolo. C è da salvare la pelle veloci. Non riesco a uscire sono bloccato! Maledizione la cintura è incastrata, vedo mani che provano ad afferrarmi, le fiamme sono troppo alte e forti. Sento bruciare il mio corpo, sento il calore all’interno di esso. Sto morendo!

Dove sono? Vedo mia moglie al di là di una vetrata, ha le mani giunte in preghiera, sembra stia piangendo. Intorno a me persone è ancora mani, ogni volta che mi toccano il dolore è lancinante. Dove sono? Un vecchio, no! Un prete sta benedicendo guardandomi. Prete dimmi chi ha vinto il Gran premio, Hunt quello stronzo c’è l ha fatta?“

Siamo a cavallo tra gli anni 70 e 80. Anni dove le corse di automobili fanno infiammare il pubblico di tutto il mondo. La gente aspetta con ansia spettacolo e sorpassi in pista, ma con ansia macabra cerca emozioni negli incidenti. Macchine veloci e circuiti scellerati, non offrono troppe garanzie di sicurezza. I piloti sono considerati dei matti visionari, consapevoli e pronti a rischiare la propria vita ad ogni corsa.
Sono anni dove la vita dei protagonisti è legata agli eccessi della popolarità. Ma non per lui. Niki Lauda è un freddo austriaco, puntiglioso e pignolo nel leggere la propria auto e portarla al massimo della sua efficenza. Carattere burbero e forte, la sua vita dedicata interamente alle corse fino al suo ritiro, era meticolosa è sempre programmata per l’efficenza. Marlena la sua prima moglie confessò che Niki non amava particolarmente gli eccessi, poiché la felicità era una distrazione troppo grande, perché essere felici portava ad avere qualcosa da poter perdere.

Siamo nel 1976, si corre il Gran Premio di Germania. Il vecchio circuito di Nurburgring. Lauda aveva sempre considerato quel circuito stupido e pericoloso. La pioggia cadeva insistente da tutto il giorno, il campione era preoccupato. Convinse i giudici di gara a convocare tutti i piloti per una riunione straordinaria, cercando inutilmente l’appoggio degli stessi per l’annullamento delle a gara. James Hunt altro fenomeno del volante, al contrario dell’austriaco, eccentrico e vizioso, tenne testa alla folle richiesta di Lauda convincendo da par suo tutti a correre. Il 1976 era caratterizzato dalla lotta per mondiale piloti proprio da Hunt e Lauda. (Si consiglia il film “Rush”)La gara terminò con il successo di James Hunt , ma verrà per sempre ricordata per l’incidente pauroso accorso a Lauda, un peso che lo stesso Hunt si porterà nel cuore fino alla fine.

Non si seppe mai la verità sull’incidente, la macchina nella curva Bergwerk perse totalmente il controllo. Il capo meccanico di allora Ermanno Cuoghi e lo stesso Lauda dichiararono un cedimento meccanico. Accusa respinta dalla stessa Ferrari nella voce di Audetto, Team Manager della scuderia italiana, che diede la colpa alle avverse condizioni della pista. Lauda ne uscì vivo per miracolo, riportando gravi ferite e ustioni, sfigurando per sempre il viso.

Qualsiasi pilota non sarebbe più tornato a gareggiare. Niki Lauda però era dotato di una forza di volontà che lo distingueva da ogni altro. Il suo amore e la sua passione per le corse lo fecero tornare a competere i tempi record, facendoli sfiorare proprio la vittoria del mondiale del 1976, persa all’ultima corsa in Giappone a favore del suo amico-rivale Hunt.

Il suo carattere duro e arcigno e la sua precisione in ogni momento. Il suo legame naturale con la macchina e la sua disciplina. Fecero di Niki Lauda un pilota vincente e spettacolare. Una presenza costante nel mondo dei motori.

Ci mancherà quel suo sguardo nel Paddok, risolutivo e severo. Come se già sapesse come finirà prima dello sventolare della bandiera a scacchi.

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