Non si ha un riferimento storico o una data precisa. Un vissuto da cui partire una scintilla da cui scaturire.

Da che mondo è mondo, da qualsiasi era o tempo. Uno al comando, tanti al seguito.

Non importa se toccava a te quel giorno essere perseguitato dal branco. Fa parte del gioco, è parte essenziale dell’essere aggregato al gruppo.

La “Preda” viene individuata per la sua dote di debolezza, la sua incapacità a reagire ad ogni attacco. Il branco non dà tregua, perseguita, schernisce, affonda. Ogni singolo componente non può lasciare che la preda la passi lisci. In modo inconsapevole forse, ma con forte autorità in cima al gruppo c’è sempre un capo. È lui che detta i tempi e i modi dell’azione. La leadership si conquista non a suon di cazzotti e morsi. In un assembramento di più persone, prevale sempre chi per carattere non è il più forte o carismatico. Semplicemente chi ha la forza di fare leva su altri, di trasportare in ogni discorso la mente del più debole.

Per questo il Branco umano per natura è un movimento vigliacco. Un Capo non ha mai a che fare con il proprio io, ne è spaventato, intimorito, avvolte preoccupato. Ha bisogno di essere circondato da altri per protezione, l’essere lasciato solo genera paura, terrore. Quindi la cerchia si stringe, creando un movimento forte dato solo dal peso del numero.

Sull’altra sponda, come l’agnello che beve allo stesso ruscello del lupo, vi è la Preda designata, scelta dal clan. Non ha scelta, deve affrontare i suoi aggressori tutti i giorni, in ogni momento essi abbiano il bisogno di sentirsi invincibili e forti. Sa che dovrà essere comprensivo per certi versi e coraggioso per altri. Già, perché chi crede di poter attaccare un singolo poiché giudicato debole, non ha capito quanto in realtà esso sia forte e determinato. Capace di donare sguardi e affetti a tutti, capace di affrontare per la sua stessa persona la vita di tutti i giorni.

Purtroppo esiste a volte un punto di rottura, che sfocia sempre nella drammaticità. Capita che il sovraccarico di abusi, sia deleterio per il singolo.

La capacità di trovarsi tra singoli, di colmare i vuoti con l’amore e l’affetto di altri fa si che l’agnello rimanga sempre protetto in una cerchia di abbracci. La consapevolezza di potersi affidare ai nostri simili senza dover dimostrare nulla o pagare una qualsiasi protezione.

Al contrario del Branco. Essi sono destinati a sfaldarsi nel tempo, non vi è nessuna percezione d’interesse per l’altrui, neanche all’interno della comitiva stessa. Destinati a lasciare il passo a chi da loro abusati, incapaci di sopravvivere nella società.

IL Capo destinato a vivere nella sua più grande paura, la solitudine.

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