Cernusco sul Naviglio 25 Maggio 1953, alle porte della febbricitante e sempre più in espansione Milano, nasce un ragazzo che per le sue doti innate e la sua classe farà parlare di se.

PROIETTATEVI ALL’a 11 LUGLIO 1982, SPAGNA STADIO SANTIAGO BERNABEU’, MADRID

“Scirea in contrattacco per gli Azzurri, supera la metà campo. Palla per Conti. Conti ancora per Scirea in area, palla a Bergomi, ancora una volta per Scirea, assist per Tardelli al limite dell’area. Tiro, GOOOL.”

Sarà il due a zero per l’Italia, la Germania e i suoi colossi sono annichiliti. La partita finirà tre a uno, il terzo gol dell’Italia e quello della bandiera teutonica passeranno alla storia come un contentino.

Nando Martellini urlerà per tre volte “CAMPIONI DEL MONDO”, mentre Sandro Pertini si alzerà in piedi stringendo i pugni al cielo. Persone d’ altri tempi, retti e orgogliosi del proprio popolo.

In mezzo a quegli eroi, Gaetano rimane il più composto. Felice ma elegante nel suo esprimere. Gianni Brera (altro pezzo da 90) dichiarerà che il massimo della sua euforia fu in stanza con Zoff brindando con due bicchieri di vino a testa e sorridendo alle fatiche della giornata.

Gaetano non era il classico Bomber o Fantasista che faceva innamorare le folle con i suoi gol o le sue veroniche. Portava sulle spalle il numero 6. Numero nei numeri, fare il libero nel calcio ormai di una volta era questione di signorilità e purezza, in pochi erano così predisposti nel farlo. Accostato ai più grandi Beckenbauer e Kroll nel ruolo.

Muove i primi passi con l’Atalanta, per poi passare dopo una corte sfrenata di Boniberti e del Trap nel 1974 in bianconero. Nonostante il suo cuore d tifoso dica Inter. Saranno i suoi nemici sportivi storici.

Vince in tutto 7 Campionati , 2 coppe Italia, 1 coppa Uefa, 1 coppa delle Coppe, 1 supercoppa Europea e nel 1985 la coppa dei Campioni. Quella maledetta finale della Heysel. Dove sono sicuro Gaetano abbia lasciato un pezzo del suo cuore per i fatti accaduti. Insieme a Cabrini rimarrà l’unico giocatore italiano a vincere tutte le competizioni europee.

Il 3 Settembre del 1988 in un incidente stupido e lontano dai suoi affetti e dalla sua casa. Ci lascia per sempre un CAMPIONE vero. Ricordato più per il suo essere uomo che per le sue, comunque fantastiche, gesta in campo.

Merce rara per gli idoli dei nostri tempi.

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